La freccia Guberti nell'arco del Bari


SASSARI. Pur di tornare a sentirsi protagonista, quei 400 chilometri li avrebbe fatti anche a piedi. Di volata da Ascoli a Bari, come una discesa palla al piede sulla fascia sinistra, la «sua» fascia. A Stefano Guberti da Villamassargia la naftalina non è mai piaciuta. Nelle Marche aveva rotto con la società bianconera, che lo teneva fuori per punizione. In Puglia sarà protagonista.
Problemi da uomo-mercato, protagonista del campionato cadetto, cercato e coccolato in questi mesi da fior di squadre di serie A. Dalla Fiorentina al Torino, passando per la Roma. A un certo punto era anche venuta fuori la voce che i giallorossi di Spalletti avevano acquistato il 50 per cento del suo cartellino. «La questione è andata cosi - dice l'ex giocatore di Torres e Alghero -. Il mio contratto con l'Ascoli scade a giugno. La società già da tempo, per problemi finanziari ma non solo, non mi ha rinnovato il contratto. Io ho semplicemente fatto presente la volontà di andarmene: le richieste c'erano da tempo e la società avrebbe anche incassato un po' di soldi. Invece il risultato è stato che nell'ultimo mese mi hanno tenuto fuori».
E solo nei giorni scorsi, in piena zona Cesarini rispetto alla chiusura del mercato di gennaio, l'Ascoli ha accettato l'offerta del Bari per Guberti, che nel frattempo, anche a causa dell'impiego a singhiozzo, è passato da un infortunio all'altro. Comunque un buon affare per i marchigiani, che lo avevano acquistato per 250 mila euro dalla Torres nell'estate 2006, quando i dirigenti della società sassarese erano al 'si salvi chi può".
La capolista della serie B lo ha accolto a braccia aperte, con in testa il tecnico emergente Antonio Conte. «Ho scelto Bari proprio per l'insistenza di Conte - spiega l'esterno ventiquattrenne -. Mi hanno cercato già lo scorso anno e le parole del mister mi hanno convinto. Avevo altre offerte, anche in serie A, ma qui ho la possibilità di mettermi in mostra e di lottare da subito per vincere il campionato. E poi so che qui si lavora forte dal punto di vista atletico. Dopo due stiramenti subiti nel giro di un mese e mezzo, ho bisogno di recuperare la condizione anche per il futuro».
La scelta di firmare con i pugliesi un contratto sino a giugno è ponderata. Come tutte le scelte di un giocatore che, oltre ai piedi e al fisico, ha dimostrato da tempo di avere anche una testa niente male. A vent'anni, quando era di proprietà dell'Asseminese, si fece prestare qualche migliaia di euro da suo padre, per essere proprietario del cartellino e del proprio destino. Un prestito garantito, evidentemente. «Il mio obiettivo è tornare in serie A - dice -, spero di farlo subito con il Bari. Due anni fa con l'Ascoli è andata benissimo, e anche l'anno scorso sono stato protagonista in serie B, segnando tanti gol».
Ora è il momento di voltare pagina, ma alle spalle restano piccole grandi cose: come il primo gol in serie A, segnato al Milan. E alle spalle, ma non troppo, c'è anche la Sardegna. «Da Villamassargia mi seguono anche ad Ascoli - sorride -, e a Sorso c'è la mia fidanzata. Vengo giù due volte al mese». E poi ci sono i ricordi delle due stagioni da protagonista con Alghero e Torres. «Ho visto che l'Alghero si sta riprendendo. E mi fa molto piacere che la Torres sia prima: spero che torni su al più presto. L'anno che ho passato a Sassari con mister Cuccureddu è indimenticabile, una stagione incredibile con il Vanni Sanna sempre pieno».
E se domani arrivasse un'offerta del Cagliari? «Vuoi sapere la verità? Non è la mia priorità. Sono veramente contento che stia andando bene, ma per ora voglio costruire le mie esperienze fuori dalla Sardegna. Per tante ragioni. Poi a fine carriera si vedrà, oggi penso solo al Bari».
Là ha ripreso il numero 17 e si appresta a riprendersi anche la 'sua" corsia sinistra. Chilometri su chilometri. Da Ascoli a Bari, in fondo, è come una sgroppata sulla fascia.

Andrea Sini