ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

«Cappellacci è avanti di quattro punti»

 SASSARI. «Sembra che oggi il mondo si sia messo d’accordo per farmi arrivare in ritardo, ma come sapete a tempo perso faccio il presidente del Consiglio. Libia, Tunisia, America, Lampedusa, non potete immaginare cosa può capitare a uno che ha l’avventura di ricoprire questo incarico. Prima di venire qui ho avuto qualche impegno». Silvio Berlusconi sa come tenere a bada e risvegliare una platea stanca da un’attesa estenuante. Qualcuno era arrivato in via Politeama dalle 9,30 «per prendere il posto migliore». Il presidente del Consiglio (che durante il viaggio da Olbia verso Sassari ha voluto fare una tappa alla Basilica di Saccargia) ieri è arrivato al teatro Verdi con oltre un’ora e un quarto di ritardo rispetto all’appuntamento fissato per le 11.
 Ma l’avvio è di quelli ad effetto. «Per farmi perdonare - dice il premier che è arrivato a Sassari insieme al candidato alla presidenza della Regione Ugo Cappellacci - vi voglio dare subito una buona notizia. Da Milano mi hanno appena comunicato che nei sondaggi il nostro Ugo è avanti di quattro punti». Applausi da stadio e sventolio di bandiere azzurre e dei Quattro Mori dalla platea, dai palchi e dal loggione completamente esauriti. Non solo stati generali dei partiti della coalizione e candidati alle prossime regionali alla ricerca di mani da stringere, ma tanta gente comune curiosa di vedere da vicino il Cavaliere.
 E lui sembra non deludere nessuno, domina la scena e fa partire a raffica gli affondi contro Renato Soru senza mai pronunciarne il nome.
 «In Sardegna ci troviamo di fronte ad un grande bluff - attacca Berlusconi -. L’ex presidente ha fallito come imprenditore, come moralizzatore e come politico. Come fa a vendersi come candidato possibile per la Sardegna? Questo è un personaggio che ha portato la nostra isola ad un isolamento assurdo e ha fermato tutto quello che di buono era stato avviato ai tempi di Pili. Pensate che era pronto il piano per le infrastrutture viarie, portuali e aeroportuali, Prodi e l’ex governatore l’hanno messo in un cassetto, ma noi lo ritireremo fuori». E Berlusconi, prima di chiamare sul palco Ugo Cappellacci, ricorda quali strade percorrere per far rinascere la Sardegna: ambiente, turismo, agroalimentare, prodotti di nicchia, artigianato. Promette un grande rilancio per l’Isola. «Io mi incanto davanti ai lavori di oreficeria, alle ceramiche - dice il premier -. Nel giro di due anni apriremo esposizioni nelle principali città italiane e nelle 26 capitali dell’Unione Europea». Ma l’impegno, assicura, sarà concreto anche sul turismo, per allungare una volta per tutte la stagione e promuovere la Sardegna anche d’inverno quando il «paesaggio è di una bellezza struggente». E promette soldi, tanti soldi, posti di lavoro, interventi per l’agricoltura, meno vincoli e indici di edificabilità «che non premino soltanto i grandi latifondisti».
 Un futuro tutto «rosa» che contagia anche Cappellacci. «E il mio ottimismo deve diventare il vostro ottimismo - dice il candidato -. Darò tutto me stesso per il futuro dei giovani che devono sentirsi sardi, italiani ed europei. Possiamo portare aria fresca nelle stanze della Regione. La crisi che stiamo attraversando ha un nome e un cognome perché chi ha governato finora non sa governare, sa solo comandare e a sinistra la politica è arrivata alla carta bollata. Noi cambieremo pagina perché noi preferiamo all’egoismo solitario la forza delle idee». E anche Cappellacci fa una promessa: «Nei primi cento giorni di governo daremo un bonus di 5mila euro a giovani disoccupati che potranno offrirlo alle imprese per la loro assunzione. Le imprese avranno costi ridotti per l’occupazione di quei giovani. In questo modo possiamo creare 40mila posti di lavoro». Sul finale la platea si infiamma, la dichiarazione è di quelle che lasciano il segno: «Sarò il presidente di tutti, imparziale. Se mi aiuterete - supplica Cappellacci - cercherò di diventare un po’ sassarese». Qualcuno ha sorriso.