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Sciopero Federmar: vogliono affondare la Tirrenia


 CARLOFORTE. E’ stato confermato per domani e venerdì, lo sciopero del personale imbarcato sui traghetti Saremar operanti a Carloforte, La Maddalena e Santa Teresa. Per l’esattezza, l’agitazione dei marittimi si svilupperà dal mezzogiorno dell’otto alla mezzanotte del nove gennaio, restando garantite, in questo lasso di tempo, le corse essenziali previste per legge, nelle tratte verso Portovesme (tre giovedì e cinque venerdì) e Calasetta (due giovedì e tre venerdì).
 Lo sciopero è stato indetto a livello nazionale dalla Federmar Cisal, per protestare contro la politica del governo nazionale, sulla privatizzazione della flotta pubblica del Gruppo Tirrenia, tra cui Saremar. «La privatizzazione - ha sostenuto il segretario nazionale Alessandro Pico -, si vorrebbe attuare con atti che stanno provocando il dissenso delle Regioni e la rivolta dei Comuni isolani interessati ai collegamenti marittimi che, con la sospensione di tali servizi a metà di questo mese, vedono calpestato il diritto costituzionale dei propri cittadini alla mobilità ed alla continuità territoriale. Inoltre, il comportamento e le decisioni del governo sull’argomento, stanno sollevando preoccupazione tra i lavoratori di queste aziende, circa il futuro del loro posto di lavoro».
 Secondo la Federmar Cisal, «contrariamente a quanto era stato stabilito dal governo Prodi, cioè di estendere la convenzione tra Stato e Gruppo Tirrenia fino al 2012, in modo da realizzare condizioni quali la concretizzazione di un nuovo piano industriale già predisposto, per una corretta e remunerata privatizzazione del Gruppo stesso, questo governo ha deciso di affrettare i tempi, al fine di chiudere l’intera partita entro il 2009, trovando però sul suo cammino una serie di ostacoli, che partono in primo luogo dal tentativo, finora non riuscito, di trasferire le società minori alle rispettive Regioni in cui operano».
 Federmar, in sostanza, teme che il programma stabilito dall’esecutivo del premier Berlusconi debba concludersi con lo smembramento del Gruppo, sulla scia della privatizzazione dell’Alitalia. Federmar, spera inoltre che lo sciopero possa portare all’attivazione di un tavolo permanente di confronto, per seguire le fasi della privatizzazione e definire gli aspetti e gli strumenti di carattere sociale a tutela dei lavoratori, «in particolare di quelli che rischieranno di perdere il posto di lavoro, dal momento che nel settore marittimo non esiste cassa integrazione guadagni è altro tipo di ammortizzatore sociale che non sia l’indennità di disoccupazione».
- Simone Repetto