27 dicembre 2008 —
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sezione: Attualità
ROMA. Ha già messo a letto per il Natale 100mila italiani tra adulti e bambini da zero a quattro anni ed il numero è presto destinato a quintuplicarsi, al giro di boa del Capodanno saranno 500mila, per raggiungere gradualmente i 5-7 milioni del picco previsto tra metà gennaio e fine febbraio. A parlare del cattivo virus australiano, è il virologo dellUniversità di Milano Fabrizio Pregliasco che, con la sua equipe, vaglia quotidianamente i casi isolati del virus come le segnalazioni deimedici-sentinella. Dunque, già oltre luno per mille (esattamente l1,22) della popolazione generale tra cui il 6 per mille dei bambini più piccoli (0-4 anni) è già a letto con linfluenza. Il numero maggiore di malati in rapporto agli assistiti si registra in Val dAosta con 4 su mille, seguita dal Piemonte (3,37), dal Molise (2,67), dal Lazio (2,44) e dallAbruzzo (2,33). La più bassa incidenza in Calabria, Balilicata, Puglia e Sardegna.
«E il saldo, per ora, dei casi isolati e delle segnalazioni dei medici-sentinella. Ma ci attendiamo, data la diffusione aggressiva del virus favorita dal freddo continuo e intenso, unimpennata - avverte Pregliasco - subito dopo il Capodanno, diciamo nella prima settimana di gennaio con 500mila italiani a letto».
A questo punto della stagione «vaccinarsi è un po tardi ma - aggiunge il virologo - nessuno vieta di farlo: la vaccinazione però dispiega i suoi effetti dopo una decina di giorni». Il virus australiano è «aggressivo, cattivo per la sua diffusione ma i suoi effetti saranno - spiega Pregliasco - nella casistica classica: febbre alta, dolori muscolari, un diffuso e fastidioso senso di stanchezza, inappetenza.
Raccomandazioni? In primis, trattare la febbre con accortezza e prudenza usando gli antiperetici per abbassarla e non per stroncarla». E poi, «non prendere antibiotici, star al caldo, mangiare leggero, a esempio brodini ricchi di proteine e richiedere lintervento del medico solo se - precisa il virologo - dopo 4-5 giorni i sintomi non sono passati per evitare ogni eventuale complicanza».
Insomma, tutto secondo copione? «Sì ci aspettiamo il picco tra metà gennaio e fine febbraio e prevediamo da 5 a 7 milioni gli italiani che saranno colpiti dallaustraliana», risponde il virologo per il quale, «accanto allaustraliana - conclude - si faranno sentire i soliti virus di stagione, come i fastidiosi rinovirus, che causano naso chiuso e forte raffreddore».