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Già centomila italiani a letto con l’«australiana»

 ROMA. Ha già messo a letto per il Natale 100mila italiani tra adulti e bambini da zero a quattro anni ed il numero è presto destinato a quintuplicarsi, al giro di boa del Capodanno saranno 500mila, per raggiungere gradualmente i 5-7 milioni del picco previsto tra metà gennaio e fine febbraio. A parlare del ‘cattivo’ virus australiano, è il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco che, con la sua equipe, vaglia quotidianamente i casi isolati del virus come le segnalazioni dei’medici-sentinella’. Dunque, già oltre l’uno per mille (esattamente l’1,22) della popolazione generale tra cui il 6 per mille dei bambini più piccoli (0-4 anni) è già a letto con l’influenza. Il numero maggiore di malati in rapporto agli assistiti si registra in Val d’Aosta con 4 su mille, seguita dal Piemonte (3,37), dal Molise (2,67), dal Lazio (2,44) e dall’Abruzzo (2,33). La più bassa incidenza in Calabria, Balilicata, Puglia e Sardegna.
 «E’ il saldo, per ora, dei casi isolati e delle segnalazioni dei ‘medici-sentinella’. Ma ci attendiamo, data la diffusione aggressiva del virus favorita dal freddo continuo e intenso, un’impennata - avverte Pregliasco - subito dopo il Capodanno, diciamo nella prima settimana di gennaio con 500mila italiani a letto».
 A questo punto della stagione «vaccinarsi è un po’ tardi ma - aggiunge il virologo - nessuno vieta di farlo: la vaccinazione però dispiega i suoi effetti dopo una decina di giorni». Il virus australiano è «aggressivo, cattivo per la sua diffusione ma i suoi effetti saranno - spiega Pregliasco - nella casistica classica: febbre alta, dolori muscolari, un diffuso e fastidioso senso di stanchezza, inappetenza.
 Raccomandazioni? In primis, trattare la febbre con accortezza e prudenza usando gli antiperetici per abbassarla e non per stroncarla». E poi, «non prendere antibiotici, star al caldo, mangiare leggero, a esempio brodini ricchi di proteine e richiedere l’intervento del medico solo se - precisa il virologo - dopo 4-5 giorni i sintomi non sono passati per evitare ogni eventuale complicanza».
 Insomma, tutto secondo copione? «Sì ci aspettiamo il picco tra metà gennaio e fine febbraio e prevediamo da 5 a 7 milioni gli italiani che saranno colpiti dall’australiana», risponde il virologo per il quale, «accanto all’australiana - conclude - si faranno sentire i soliti virus di stagione, come i fastidiosi rinovirus, che causano naso chiuso e forte raffreddore».

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