Un posto per i quattro mori ai mondiali di calcio


SASSARI. Cantare tutti e undici l'inno sardo a centrocampo, la mano sul cuore e sullo stemma dei quattro mori, prima del fischio d'avvio. Nasce la nazionale sarda di calcio. Ma niente riflussi o riflessi indipendentisti. L'unica autonomia dichiarata è quella da un «pallone» che non piace più.
Tra i primi avversari della nazionale sarda la Padania, i Rom o la selezione di Fiume? Sono solo tre fra i sempre più numerosi territori-Stato, per ragioni politiche o storico-culturali, che - non riconosciuti - hanno aderito alla Nf Board, che unisce le nuove federazioni calcistiche.
La Lega federale sarda è pronta, e nasce a Gonnosfanadiga dove Giampiero Sogus, carrarese di madre toscana e padre sardo, ha coinvolto come vicepresidente il sindaco Sisinnio Zanda, come consigliere l'albergatore Marco Sardu (un cognome, una garanzia), e come segretario l'avvocato Franco Loi.
La formalizzazione dell'adesione alla Nf Board sabato a Lonate Pozzolo, a un passo da Varese, dove verrà assegnata l'organizzazione del terzo mondiale federale. In lizza Padania, Kurdistan e Malta.
In campo, con realtà come Lapponia, Occitania, Repubblica Turca di Cipro, Cecenia, ci sarà anche la Sardegna? «Noi ci contiamo. Ma dipende dagli sponsor, dall'aiuto che riceveremo. Non serve molto, neanche i giocatori prenderanno soldi. Bastano 100.000 euro e siamo pronti». Pronti a «dare visibilità alla Sardegna - spiega Sogus -; liberi da qualsiasi interesse».
Ma Sogus si rende conto che la sua iniziativa si presta a una lettura politica. È fresco l'episodio della proclamazione dell'Isola di Mal di Ventre come Repubblica autonoma, una nazionale sarda potrebbe prestarsi a interpretazioni e rivendicazioni autonomistiche. Lui chiarisce: «È vero, ma non è cosi. Non abbiamo niente a che fare con l'indipendentismo, nonostante ci siamo rivolti ai responsabili della nazionale della Padania, gentilissimi, per perfezionare gli aspetti burocratici. Da noi il sindaco e l'allenatore sono dei Ds, il preparatore è socialista... Poi, se volesse partecipare anche qualche indipendentista ben venga, accogliamo tutti, ma la nostra associazione è apolitica e apartitica».
Pronti per partire, dunque. Mancano soltanto i soldi. «Non serve molto - conclude Giampiero Sogus -. Per questo chiediamo aiuto a uomini come Renato Soru, Silvio Berlusconi, Karim Aga Khan, Nichi Grauso, sardi e quasi sardi. Vorremmo il denaro esclusivamente per fare sport, che in questa squadra verrà vissuto in modo sano ed esemplare, lontano da quell'avidità e idolatria dalle quali, per fortuna non sempre, il calcio è contaminato».
L'allenatore della Sardegna c'è già: è Andrea Danesi, 35 anni, di Carrara e non è un caso, visti i legami di Giampiero Sogus con quella città. E i calciatori? A sentire il presidente della Lega Federale Calcio Sardegna hanno già dato la disponibilità Marco Sanna, ex Cagliari, Torres e Nuorese, poi Matteo Trini (portiere dell'Alto Adige, di Alghero), l'attaccante Fabio Concas (dalla Ternana alla Carrarese), il difensore del Treviso (serie B) William Pianu. Poi Marco Sau, attaccante dell'AlbinoLeffe in B, Francesco Virdis (Legnano) e altri, tutti di ottimo di livello come quelli che si dice si aggiungeranno. E che come gli altri scenderanno in campo - magari contro la Padania - non per il Trofeo delle Regioni ma in un Mondiale per nazioni.

Mario Carta