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Pd, Barracciu: primarie subito sì, congresso no


 CAGLIARI. Grandi manovre nel Centrosinistra in vista delle elezioni del 2009. La prima assemblea regionale del Ps (l’ex Sdi) ha deciso di cercare un candidato alternativo a Renato Soru assieme ad alcuni alleati. Nel Pd Francesca Barracciu presenta oggi la segreteria lasciando liberi i posti per l’opposizione interna: dice sì alle primarie ma chiude sul congresso.
 L’assemblea del Partito socialista. La relazione del segretario regionale Peppino Balia è stata largamente condivisa nel dibattito (particolarmente partecipato in una sala del Mediterraneo affollata di dirigenti di tutta l’isola) che si è svolto ieri a Cagliari alla presenza di due membri della segreteria nazionale, Lello Di Gioia e Marco Di Lello. E Balia è stato infatti delegato a concordare con Sinistra democratica, Verdi e Italia dei Valori una strategia elettorale fondata sull’allargamento della coalizione (ad esempio a Psd’Az e Udc) e sulla ricerca di un candidato alternativo a Renato Soru. Assieme agli alleati sarà chiesto al Partito democratico («non a una parte, ma al Pd nel suo insieme») di concordare tempi e regole delle primarie di coalizione. «La nostra collocazione - ha spiegato Balia - è coerentemente nel Centrosinistra, ma se le risposte del Pd dovessero essere negative non escludiamo altre ipotesi, siamo capaci di piccole trasgressioni». Alleanza col Centrodestra? «Questo no - ha risposto Balia - ma si può fare politica anche fuori dalle grandi coalizioni». La ricerca di un candidato alternativo per la presidenza della Regione è dovuto alla critica nei confronti del «metodo Soru». I socialisti, ha infatti detto Balia, «sono contro ogni tipo di autoritarismo».
 La richiesta delle primarie di coalizione è già stata avanzata da Sinistra democratica con il segretario Pietro Maurandi ed è stata ventilata (in mancanza di un accordo sul leader) dal coordinatore di Idv Federico Palomba.
 L’assemblea regionale del Ps si è svolta ieri a Cagliari dopo le otto assemblee provinciali, i cui risultati sono stati illustrati dai segretari federali. Sono intervenuti anche i consiglieri regionali Mondino Ibba, Maria Grazia Caligaris e Pierangelo Masia: sono emersi, in alcuni casi, contrasti sulla gestione ma non sulla linea politica.
 Oggi le prime risposte del Partito democratico. La segretaria del Pd, Francesca Barracciu, che è sostenuta da Renato Soru, Antonello Soro e Salvatore Ladu, riunisce questo pomeriggio la direzione regionale. Nella sua relazione tratterà cinque temi politici caldissimi: l’alleanza elettorale, le primarie di coalizione, le priorità di fine legislatura, l’ufficio politico e la segreteria. Sul piano politico generale rivestono grande importanza i temi delle primarie di coalizione e della segreteria. Sulle primarie («siamo d’accordo, vogliamo farle»), la Barracciu ha anticipato ieri di essere d’accordo con Renato Soru sulla necessità di decidere in tempi strettissimi: «Sabato scorso il presidente, dicendosi disponibile, ha indicato due settimane di tempo per la presentazione di un candidato alternativo, io dico che si può arrivare anche a fine mese ma non oltre, in modo da fissare le eventuali primarie a metà gennaio». Subito quindi il vertice con gli alleati sulle regole? «Prima di decidere - ha risposto la segretaria - bisogna conoscere il nome del candidato o dei candidati alternativi a Soru, sapendo che Soru è l’unico candidato del Pd. Sarebbe inutile discutere prima di regole se poi non ci sono i candidati».
 L’altro tema scottante è la segreteria. Oggi la Barracciu presenterà i nomi. «Purtroppo - ha anticipato - saranno rappresentativi solo di una parte del partito, ma io lascerò spazi liberi alle altre componenti sperando che in tempi brevi sia possibili occuparli con le loro indicazioni. Voglio arrivare al più presto alla gestione unitaria del partito». Le correnti di opposizione, però, hanno chiesto, come pregiudiziale, la convocazione del congresso straordinario, mostrandosi disponibili, se si dovesse fissare la data, a partecipare subito alla composizione unitaria del vertice. Ci sono margini di trattativa? «Il congresso regionale - ha risposto Francesca Barracciu anticipando la dichiarazione che farà nella riunione di oggi - non è nell’agenda del partito. Siamo impegnati a realizzare quello che ha già deciso la direzione: i congressi cittadini e provinciali».
 Le opposizioni interne danno battaglia. Salvo clamorosi colpi di scena dell’ultim’ora, le tre aree che si oppongono alla Barracciu diranno ufficialmente «no», oggi, alla proposta di gestione unitaria. L’area capeggiata da Antonello Cabras e Paolo Fadda, quella di Emanuele Sanna e quella di Arturo Parisi hanno sinora rifiutato l’offerta. Con motivazioni differenti, ma tutte legate al fatto che la gestione unitaria può essere garantita da un accordo politico vero. La Barracciu ha sperato di poter rompere il fronte delle opposizioni interne, ma anche l’area Sanna, che negli ultimi appuntamenti aveva assunto un ruolo di mediazione, ha ribadito con Silvio Cherchi, consultato dalla segretaria, che non ci sono le condizioni politiche. «Se si vogliono davvero risolvere i problemi nell’interesse generale - ha dichiarato ieri Cherchi - è necessario celebrare il congresso regionale. Se l’obiettivo è quello di trovare un accordo politico complessivo e non limitarsi a una conta, la gestione unitaria può essere anche anticipata, altrimento no».
- Filippo Peretti

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