Cubeddu, una vita per il teatro


SASSARI.Esattamente un anno fa Sassari perdeva uno dei grandi protagonisti della cultura cittadina degli ultimi trent'anni: Giampiero Cubeddu. Nel primo anniversario della morte del regista, instancabile animatore della vita culturale della città, e non solo, l'amministrazione comunale, la Cooperativa Teatro e/o musica e la Compagnia Teatro Sassari hanno voluto rendere omaggio ieri alla sua straordinaria attività.
Una giornata del ricordo che si è aperta nella mattinata di ieri al teatro Civico quando il sindaco Ganau ha scoperto una targa alla memoria dell'artista con la scritta «A Giampiero Cubeddu nel 'suo" teatro». Il Civico, appunto, sul palco del quale il regista nella sua carriera ha portato in scena tante rappresentazioni valorizzando, soprattutto, il teatro dialettale sassarese.
«Una figura rara nella nostra città - ha sottolineato il sindaco nel suo intervento - sempre pronta a lasciar da parte le critiche per avanzare proposte per il bene della comunità. Ha lasciato un patrimonio importante, un bagaglio di esperienze che i suoi collaboratori potranno portare avanti».
Alcuni di questi, dopo la cerimonia della targa, hanno partecipato a un dibattito coordinato dal giornalista Andrea Fraghi.
Testimonianze toccanti di chi lo conosceva bene e ha lavorato con lui, ma anche occasione di riflessione sulla situazione del teatro in città «di cui - ha evidenziato l'assessore alla Cultura Angela Mameli - Giampiero Cubeddu rappresenta la storia».
Non solo per le qualità da regista ma anche e sopratutto per l'impegno da organizzatore: «Il tu si chi ti n'affutti sassarese non era certo adatto a lui» - come ha fatto notare Leonardo Sole autore di tanti lavori portati in scena da Cubeddu -.
Un uomo sempre pronto a impegnarsi in nuove iniziative per far crescere culturalmente Sassari tanto da rifiutare offerte importanti per rimanere nella sua città: «Rinunciò persino di andare alla Rai - ha ricordato Mario Lubino, presidente della Compagnia Teatro Sassari - preferendo lavorare per tanti anni alla valorizzazione di forme teatrali diverse e alla formazione degli attori nel territorio».
«Non deve essere dimenticato, il suo esempio resta fondamentale, - ha aggiunto Lubino - e la nostra Compagnia per contribuire istituirà un premio in suo onore».
Compagnia Teatro Sassari che nasce sotto la direzione di Giampiero Cubeddu negli anni Settanta, come la Cooperativa Teatro e/o musica, diventate punti cardine nello sviluppo culturale della città. E' in quel periodo che viene impiantato un germoglio che ha dato a Sassari la possibilità di crescere come centro teatrale.
In questa crescita il contributo di Giampiero Cudebbu è stato fondamentale: «La sua grande capacità alla regia - ha sottolineato il regista della Compagnia «La Botte e il cilindro», Pierpaolo Conconi - era accompagnata da quella progettuale, dall'abilità nel coordinare operatori culturali diversi e da una visione non soltanto sul presente ma anche a medio e lungo termine. Larghi orizzonti e profonde conoscenze della tecnica, del linguaggio teatrale, degli spazi e dell'uso del materiale. Inoltre io faccio teatro per ragazzi - ha proseguito Pierpaolo Conconi - e Giampiero è stato il primo a dargli importanza per il suo valore pedagogico di far scoprire ai giovani il piacere del teatro».
Il teatro diventava cosi per Cubeddu uno strumento politico: «Per lui cultura era pensiero critico - ha evidenziato Costantino Cossu, responsabile delle pagine culturali della «Nuova Sardegna» - Usava il teatro come strumento di conoscenza del reale. Giampiero non si arrendeva al mondo cosi com'è, non lo assecondava, ma neppure si chiudeva in una resistenza senza sbocchi. Si opponeva, ma per costruire. Ciò che ha fatto per Sassari è stato un grande atto d'amore».
La giornata dedicata alla memoria di Giampiero Cubeddu, scomparso prematuramente il 16 novembre dello scorso anno, è continuata nel pomeriggio, sempre al Teatro Civico, con la proiezione di filmati e immagini di spettacoli che il regista ha diretto e ideato e altre testimonianze per ricordare questa figura che ha amato profondamente il teatro e la sua città.

Fabio Canessa