Il ritorno del conte Giulini: sarà la Fluorite sarda a rilanciare Genna tres Montis

SILIUS.Una sola società, la cagliaritana 'Fluorite sarda", ha presentato - nei termini fissati dal bando di gara - la domanda per ottenere il rilascio della concessione mineraria di Genna tres Montis che comprende la miniera e la laveria nella zona industriale Assemini. Ed è una mezza delusione avere a che fare con una sola candidata, perché diverse società europee avevano manifestato interesse per la concessione e partecipato alla procedura iniziale prevista dal bando. Tutte - compresa la spagnola Minersa, che pure s'era detta molto interessata vista l'intenzione di consolidare il monopolio nella produzione del fluoro - si sono però defilate, fatta eccezione appunto per la Fluorite Sarda.
Dietro l'unica società che è andata oltre i preliminari, c'è la conosciuta Fluorsid, cioè la società fondata a suo tempo dal conte Carlo Enrico Giulini. Il conte Giulini è ancora definito da tutti un imprenditore responsabile e capace, perché è stato lui l'artefice, a partire dal 1953, del forte sviluppo socio economico e della profonda trasformazione culturale di Silius. «Dopo aver acquisito le concessioni minerarie - dice il sindaco Giuseppe Erriu - diede inizio prima a una campagna di ricerca per poi avviare l'attività estrattiva, intensificata via via con puntigliosa determinazione. E fu subito evidente la ricaduta economica per il territorio, grazie all'assunzione di maestranze a Silius e nei paesi vicini». In segno di riconoscenza, il consiglio comunale nell'aprile 2006 conferè al conte la cittadinanza onoraria e - non a caso - la crisi della miniera è coincisa proprio con l'abbandono di Giulini, nel 1990. L'assessorato all'Industria intanto ha avviato le procedure per istruire la pratica per il rilascio della concessione che se non dovessero esservi impedimenti dovrebbe avvenire entro la prima decade di dicembre. L'evolversi della situazione è seguito con particolare interesse dai 130 dipendenti della Fluorite di Silius impiegati a garantire la custodia e il mantenimento della miniera e nella realizzazione delle opere di messa in sicurezza dei cantieri e di bonifica delle aree. «Il lavoratori e il sindacato si augurano - dice Giacomo Migheli, segretario territoriale di Cagliari della Filcem Cgil - che l'Unione europea non si metta di nuovo di traverso e dia il nulla osta per l'avvio del piano industriale propedeutico al rilancio dell'attività produttiva». Adesso tutti sperano che il ritorno della società del Conte possa rilanciare la miniera. Miniera che è l'unica forza economica per un territorio tra i più poveri della Sardegna.
Giancarlo Bulla