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Soru: «Primarie subito o il candidato sono io»

 CAGLIARI. «Aspetto due settimane, se il nome alternativo non viene fuori il candidato sono io e mi presenterò». Dopo più di tre mesi di tensioni nel Pd e nel Centrosinistra, Renato Soru ha rotto gli indugi sulle primarie. Lo ha fatto parlando a fianco di Nichi Vendola, il governatore della Puglia vincitore a sorpresa delle primarie del 2005, in un dibattito organizzato nell’ambito del congresso regionale di Rifondazione comunista, la cui segreteria è per la sua conferma.
 Quando è iniziato il confronto tra Soru e Vendola le minoranze (tra cui la mozione Ferrero che nazionalmente guida il partito) hanno abbandonato la sala al canto di «Bandiera rossa» contestando la presenza del governatore della Puglia (al posto di un esponente della segreteria nazionale) e l’operato del vertice sardo che «ha trasformato il congresso in una passerella di corrente». In assenza di un terzo dei delegati, nel dibattito non si è quindi parlato dei temi del partito (Vendola lo farà oggi nel chiudere i lavori).
 I due governatori, rispondendo alle domande di chi scrive, hanno elencato i temi che caratterizzano l’esperienza della sinistra al governo soprattutto nella fase in cui il Paese è guidato dal Centrodestra berlusconiano. Il tema politico più caldo è arrivato alla fine, quando si è arrivati a parlare delle primarie. Vendola le riproporrà a fine mandato, nel 2010? «Ormai in Puglia non le chiede più nessuno», ha risposto. E Soru perché, ora assieme a Rifondazione, dà l’impressione di non volerle? «Il Pd - ha risposto il governatore sardo - ha fatto delle primarie un elemento caratterizzante e io sono a favore, ma per poi vincere le elezioni, perché a quelli che le vogliono perdere a tutti i costi non li ascolto». Soru ha così ricostruito il dibattito interno: «Per fare le primarie a ottobre nel Pd non erano stati presentati altri nomi, per cui il Pd ha un solo candidato, che sono io. Mi vanno bene le primarie di coalizione, ma dico: non solo sui nomi ma su un progetto alternativo o comunque diverso. Non si può andare oltre gennaio, perché poi c’è da fare la campagna elettorale, quindi dobbiamo decidere subito: venga fuori il candidato, io aspetto due settimane. Se non ci sono altri nomi, il candidato della coalizione sono io e mi presenterò». Alla fine del dibattito, parlando con i giornalisti presenti, Soru ha aggiunto: «Il candidato alternativo non dovrebbe essere frutto di accordi di vertice, ma dovrebbe presentarsi da solo e poi chiedere il consenso. In ogni caso, bisogna fare presto. Dovremmo partire subito con la campagna elettorale anche per sfruttare il ritardo del Centrodestra».
 Il segretario regionale del Prc, Michele Piras, ha dichiarato che «il partito in Sardegna non è contrario alle primarie tout court, ma non vogliamo fare primarie pro o contro Soru, sulla persona, ma vorremmo farle sui programmi, i valori, l’identità del Centrosinistra sardo. E su questo terreno ne potremmo vedere delle belle anche con chi dice di essere più democratico di Soru».
 A volere le primarie di coalizione sono metà Pd (l’area contraria alla segreteria di Francesca Barracciu), Sinistra democratica, Partito socialista e Italia dei valori. Ieri al congresso si sono visti Pietro Maurandi, il segretario di Sd, e la Barracciu. Il vertice che Maurandi aveva chiesto per l’inizio di questa settimana, si svolgerà non prima di lunedì o martedì prossimo, perché la segretaria del Pd vuole prima riunione la direzione regionale del partito. Francesca Barracciu, conversando con i giornalisti, ha negato di essere contraria alle primarie o di pretendere che ciascun partito presenti un candidato. Ci può essere, ha spiegato, anche un solo candidato contro Soru, ma non può essere del Pd, perché «noi abbiamo un unico candidato, il presidente uscente».
 Se ne parlerà al primo vertice utile. Quando l’ultimatum di Soru starà per scadere. La tensione nel Centrosinistra è quindi destinata a salire ulteriormente.

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