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Una nomina che fa discutere

 CARBONIA. È apparsa l’altro ieri, nel sito web dell’Asl, fra le delibere che il direttore generale Benedetto Barranu ha firmato il 5 novembre: difficile che passasse inosservata. Con l’atto numero 1338, infatti, il numero uno della sanità sulcitana ha assegnato e, contemporaneamente, nominato responsabile della struttura complessa di Chirurgia endoscopica il direttore sanitario dell’Asl di Carbonia, Pietro Chessa.
 Una decisione sorprendente per vari motivi: uno dei quali riguarda i profili di incompatibilità fra i due incarichi, prefigurati dalla legge, al proposito non meno che tassativa. E, senza neppure indagare sulla realtà delle Asl in Sardegna e sull’intero territorio nazionale, c’è da giurare che un evento simile sia più unico che raro, per ragioni pressoché ovvie: il direttore sanitario è infatti la figura che presiede all’organizzazione dei servizi sanitari di un’asl. E infatti Chessa, dipendente dell’Asl - era primario della Chirurgia prima a Carbonia e poi ad Iglesias - all’atto della firma del contratto in veste di direttore sanitario, è stato collocato in aspettativa, così come il suo collega Sergio Salis, dirigente amministrativo dell’Asl di Carbonia. Per capire quali presupposti abbiano condotto Barranu a una decisione così controversa, è necessario riferirsi alla lettera della sua delibera: se ne evince che è stato lo stesso Chessa, «come da nota protocollo 259/dc del 30 ottobre 2008» a chiedere l’assegnazione alla Chirurgia endoscopica, struttura attivata a fine settembre. Barranu acconsente, in quanto ritiene «necessario provvedere in merito alla richiesta per consentire l’attivazione concreta della struttura aziendale nell’ambito del presidio ospedaliero Sirai, al fine di renderla operativa con utilizzo delle risorse aziendali disponibili». Ovvero: Chessa rivestirà appieno il ruolo che, qualche riga più in basso, Barranu stesso gli attribuirà «acquisito il parere del direttore amministrativo e del direttore sanitario». Tra le “fonti del diritto” cui il direttore generale si è appoggiato nell’assumere il provvedimento, Barranu cita la legge regionale 28 luglio 2006, la numero 10, che ha riformato il sistema sanitario regionale: ed è questo il punto più controverso (non de facto ma de iure) della sua delibera. L’articolo 10, che reca disposizioni su «direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo», all’ultimo comma recita che «la funzione di direzione sanitaria è incompatibile con lo svolgimento di attività assistenziale». Manco a dirlo, della delibera numero 1338 si parlerà ancora, magari con un contorno di polemiche.(re.su.)