07 novembre 2008 —
pagina 08
sezione: Cagliari
CARBONIA. È apparsa laltro ieri, nel sito web dellAsl, fra le delibere che il direttore generale Benedetto Barranu ha firmato il 5 novembre: difficile che passasse inosservata. Con latto numero 1338, infatti, il numero uno della sanità sulcitana ha assegnato e, contemporaneamente, nominato responsabile della struttura complessa di Chirurgia endoscopica il direttore sanitario dellAsl di Carbonia, Pietro Chessa.
Una decisione sorprendente per vari motivi: uno dei quali riguarda i profili di incompatibilità fra i due incarichi, prefigurati dalla legge, al proposito non meno che tassativa. E, senza neppure indagare sulla realtà delle Asl in Sardegna e sullintero territorio nazionale, cè da giurare che un evento simile sia più unico che raro, per ragioni pressoché ovvie: il direttore sanitario è infatti la figura che presiede allorganizzazione dei servizi sanitari di unasl. E infatti Chessa, dipendente dellAsl - era primario della Chirurgia prima a Carbonia e poi ad Iglesias - allatto della firma del contratto in veste di direttore sanitario, è stato collocato in aspettativa, così come il suo collega Sergio Salis, dirigente amministrativo dellAsl di Carbonia. Per capire quali presupposti abbiano condotto Barranu a una decisione così controversa, è necessario riferirsi alla lettera della sua delibera: se ne evince che è stato lo stesso Chessa, «come da nota protocollo 259/dc del 30 ottobre 2008» a chiedere lassegnazione alla Chirurgia endoscopica, struttura attivata a fine settembre. Barranu acconsente, in quanto ritiene «necessario provvedere in merito alla richiesta per consentire lattivazione concreta della struttura aziendale nellambito del presidio ospedaliero Sirai, al fine di renderla operativa con utilizzo delle risorse aziendali disponibili». Ovvero: Chessa rivestirà appieno il ruolo che, qualche riga più in basso, Barranu stesso gli attribuirà «acquisito il parere del direttore amministrativo e del direttore sanitario». Tra le fonti del diritto cui il direttore generale si è appoggiato nellassumere il provvedimento, Barranu cita la legge regionale 28 luglio 2006, la numero 10, che ha riformato il sistema sanitario regionale: ed è questo il punto più controverso (non de facto ma de iure) della sua delibera. Larticolo 10, che reca disposizioni su «direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo», allultimo comma recita che «la funzione di direzione sanitaria è incompatibile con lo svolgimento di attività assistenziale». Manco a dirlo, della delibera numero 1338 si parlerà ancora, magari con un contorno di polemiche.(re.su.)