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Si pensa già al futuro della Sagra del bovino


 CALANGIANUS. Per il direttivo della Graglia è tempo di bilanci. Non c’è tempo di bearsi del successo della sagra del bovino di luglio, perché già si pensa alla prossima edizione di uno degli eventi più importanti del paese.
 Il direttivo presieduto da Lino Inzaina, avverte che non ci si può cullare sugli allori «La Sagra del bovino - dice la segretaria Antonia Masia - deve crescere in qualità e deve migliorarsi. La Graiglia non ha scopo di lucro ma solo quello di valorizzare Calangianus, le iniziative e i prodotti del proprio artigianato. L’associazione è una bella realtà di volontariato. Realtà che funziona anche grazie agli sponsor e ai tanti giovani che ci hanno aiutato».
 «Siamo convinti - prosegue Inzaina - che una manifestazione come la Sagra del bovino sia un contributo per l’immagine del paese. Ospitare in una notte 5-6000 persone, servire alcune migliaia di vassoi, compresi quelli per le autorità ed i gruppi folk che sfilano, non è impresa semplice. Sappiamo che ristoranti e pizzerie del circondario fanno il pieno, i nostri bar lavorano sino all’alba. Ne deriva un gran movimento per Calangianus con i negozi aperti sino all’alba».
 L’associazione ricorda anche l’importanza culturale dell’iniziativa. «Altro fiore all’occhiello della Sagra sono infatti le manifestazioni incentrate su gruppo folkloristici che accentuano l’identità gallurese e sarda. Anche in tal senso vogliamo cercare di migliorarci ulteriormente».
 Tutto bene? Per i dirigenti ci sono nuove richieste verso il Comune ed i commercianti del paese. «Con l’amministrazione comunale - dicono dal direttivo - c’è davvero grande collaborazione e stima reciproca, ma non si può non chiedergli un sostegno economico più consistente e soprattutto una collaborazione più pratica».
 L’organizzazione della manifestazione, infatti, ha anche tanti risvolti pratici che non possono essere trascurati e che contribuiscono alla riuscita o meno dell’evento. «Occorre preparare da mangiare per 3500 persone - precisa Antonia Masia - e i nostri 150 volontari non possono pensare a tutto come disporre transenne e organizzare un servizio d’ordine per la sfilata per le vie del paese, mentre la folla dei visitatori preme intorno e c’è anche il traffico da ordinare. Occorre, insomma, sederci ad un tavolo e curare insieme tutti i particolari perché non tutto deve ricadere sulle nostre spalle». L’ultima proposta è rivolta ai gestori dei bar. «L’occasione è propizia per forti guadagni per tutti - evidenziano alla Graiglia -, dunque sarebbe auspicabile che anche gli esercenti possano contribuire alle forti spese che dobbiamo sostenere».
- Pietro Zannoni