ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

«Coast day» a torre Canai

 SANT’ANTIOCO. Sull’iniziativa per la valorizzazione delle coste, “Coast Day” un comunicato della sezione cittadina di Italia Nostra. «E’ giunta al secondo anno la campagna internazionale “Coast Day” - recita il comunicato - promossa dall’Unione Europea e coordinata in tutto il Mediterraneo dal Centro Pap/Rac dell’Onu. A questa iniziativa di sensibilizzazione sui temi della tutela delle aree costiere ha aderito anche l’Associazione Italia Nostra che, su invito della Regione Sardegna, ha organizzato nelle giornate dal 25 ottobre al 2 novembre numerose manifestazioni». Nel Sulcis-Iglesiente l’unica iniziativa si terrà domenica 2 novembre presso la Torre Canai a Sant’Antioco, dove la sezione di Italia Nostra garantirà due visite guidate alle ore 10 e alle ore 16. Le visite permetteranno ai partecipanti di acquisire informazioni sul Coast Day e sull’attività della Conservatoria delle Coste e di conoscere le vicende storiche della Torre, le emergenze geologiche e vegetazionali dell’isola sulcitana, le attività realizzate e in programma: giardino botanico sulla falesia, centro di educazione ambientale, percorsi per i diversamente abili ecc.. «La nostra iniziativa è in totale coerenza con le finalità istituzionali della Agenzia Conservatoria delle Coste, - dice Graziano Bullegas, presidente della sezione - sarà anche occasione di fare il punto su alcuni temi di grande interesse ambientale quali l’auspicabile istituzione dell’Area Marina Protetta e le discutibili lottizzazioni delle aree costiere. E per quanto riguarda la nostra isola le ultime due “malefatte” sono senza dubbio i lavori sui rii Arriaxiu e Maladroxia. La cosa che stupisce di più è che questi lavori si occupano del corso del fiume e trascurano completamente le foci con il rischio che ai prossimi acquazzoni si creino problemi proprio per lo smaltimento delle acque in mare». Bullegas fa anche notare che si sta incominciando a costruire, per quanto riguarda il rio Maladroxia, proprio nel tratto del Rio Triga, affluente dello stesso, poco prima della congiunzione tra i due rii. «È paradossale che - conclude Bullegas - proprio dove si interviene, a mio avviso senza giustificazione perché a memoria d’uomo non si ricordano danni a persone e case, si consente di costruire gettando le premesse di futuri disastri. C’è qualcosa che non funziona e soprattutto c’è un grande spreco di fondi pubblici».
Carlo Floris