27 ottobre 2008 —
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sezione: Attualità
GENOVA. La campagna di Greenpeace contro luso del carbone che ieri ha toccato Genova, è cominciata giovedì 16 a Civitavecchia e domenica 19 si è spostata a Fiume Santo. Nella cittadina laziale, alcuni attivisti, introdottisi nella centrale dellEnel di Torrevaldaliga Nord erano saliti su una gru alta 70 metri dalla quale avevano dispiegato due striscioni: «Il governo contro Kyoto» e «Mai più carbone».
Dalla nave dellorganizzazione del movimento ecologista, lunità dappoggio Artic Sunrise, altri attivisti avevano poi raggiunto su gommoni il molo scrivendo la frase «Quit coal» (abbandona il carbone) negli impianti del porto di Civitavecchia. Domenica scorsa, nel nordovest della Sardegna, altri sedici attivisti, scesi sempre dalla Artic Sunrise, a bordo di gommoni, erano penetrati nella centrale a carbone di Fiume Santo (che ricade nel territorio comunale di Sassari pur essendo vicinissima a Porto Torres). Gli impianti sono gestiti dalla società tedesca E.On.
In questo caso loccupazione, iniziata alle 5,50, era durata quasi 14 ore, fino a quando lassessore regionale allAmbiente, Cicito Morittu, accompagnato dal sindaco di Porto Torres Luciano Mura, ha accettato di firmare un documento. Nel testo gli amministratori si impegnano «ad allineare il Piano energetico della Sardegna al rispetto dei parametri europei, con lobiettivo di superare entro il 2012 la percentuale del venti per cento di produzione da energie rinnovabili».
Durante loccupazione la centrale è andata alla minima potenza poichè gli ambientalisti avevano bloccato il nastro trasportatore del carbone che non riforniva più i bruciatori. Per qualche ora si era così tenuto che lisola potesse essere interessata a interruzioni di energia elettrica.
Nel caso di Genova gli attivisti identificati sono tutti giovani di varie nazionalità (due portoghesi, un francese, un americano e quattro italiani). Rischiano denunce per imbrattamento di beni privati e resistenza a pubblico ufficiale.