ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Dopo il caso Fiume Santo assalti intensificati

 GENOVA. La campagna di Greenpeace contro l’uso del carbone che ieri ha toccato Genova, è cominciata giovedì 16 a Civitavecchia e domenica 19 si è spostata a Fiume Santo. Nella cittadina laziale, alcuni attivisti, introdottisi nella centrale dell’Enel di Torrevaldaliga Nord erano saliti su una gru alta 70 metri dalla quale avevano dispiegato due striscioni: «Il governo contro Kyoto» e «Mai più carbone».
 Dalla nave dell’organizzazione del movimento ecologista, l’unità d’appoggio Artic Sunrise, altri attivisti avevano poi raggiunto su gommoni il molo scrivendo la frase «Quit coal» (abbandona il carbone) negli impianti del porto di Civitavecchia. Domenica scorsa, nel nordovest della Sardegna, altri sedici attivisti, scesi sempre dalla Artic Sunrise, a bordo di gommoni, erano penetrati nella centrale a carbone di Fiume Santo (che ricade nel territorio comunale di Sassari pur essendo vicinissima a Porto Torres). Gli impianti sono gestiti dalla società tedesca E.On.
 In questo caso l’occupazione, iniziata alle 5,50, era durata quasi 14 ore, fino a quando l’assessore regionale all’Ambiente, Cicito Morittu, accompagnato dal sindaco di Porto Torres Luciano Mura, ha accettato di firmare un documento. Nel testo gli amministratori si impegnano «ad allineare il Piano energetico della Sardegna al rispetto dei parametri europei, con l’obiettivo di superare entro il 2012 la percentuale del venti per cento di produzione da energie rinnovabili».
 Durante l’occupazione la centrale è andata alla minima potenza poichè gli ambientalisti avevano bloccato il nastro trasportatore del carbone che non riforniva più i bruciatori. Per qualche ora si era così tenuto che l’isola potesse essere interessata a interruzioni di energia elettrica.
 Nel caso di Genova gli attivisti identificati sono tutti giovani di varie nazionalità (due portoghesi, un francese, un americano e quattro italiani). Rischiano denunce per imbrattamento di beni privati e resistenza a pubblico ufficiale.