21 settembre 2008 —
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sezione: Sardegna
CAGLIARI. Epatite cronica B: anche in Sardegna cresce lesercito dei pazienti invisibili perché il virus ha ripreso la corsa. Listituto superiore di sanità stima che siano quasi un milione i malati cronici in Italia e solo ventimila sotto cura. Molti non sanno neanche di essere affetti da questa patologia. Lo rilanciano il gruppo farmaceutico Novartis e lassociazione Argon Media.
Lepatite B anche in Sardegna è dunque una «malattia sommersa»: se non correttamente diagnosticata e curata può portare a gravi complicanze, come cirrosi e tumore del fegato. Nellisola i nuovi casi sono stati sei: cinque nella provincia di Cagliari, uno in quella di Sassari. Ma secondo gli studiosi non è che la punta delliceberg. La diffusione sarebbe infatti fortemente sottostimata.
«Molte diagnosi non vengono fatte e troppo spesso i portatori asintomatici dimenticano la loro situazione non sottoponendosi a indagini mediche - si sottolinea - Oggi disponiamo di nuove armi: oltre al vaccino, strumenti diagnostici non-invasivi e farmaci più potenti e tollerati». Un valido strumento di contrasto, secondo il professor Antonio Craxì delluniversità di Palermo - «è poi telbivudina: recenti linee guida per il trattamento dellepatite B, nate sotto legida di importanti società scientifiche nellambito dellepatologia, lo indicano come idoneo ad per aggredire e controllare a lungo termine la replicazione del virus B».
In questa battaglia per arginare il diffondersi della patologia sono comunque giudicate fondamentali la prevenzione, la diagnosi precoce e il controllo nel tempo dei portatori cronici asintomatici di HBsAg. «Lepatite cronica B è una malattia da far venire in superficie nella sua pericolosa diffusione sociale», afferma Mario Rizzetto, professore di gastroenterologia che opera alle Molinette di Torino. E lidea di affrontarla in maniera capillare «nasce dalla necessità di far emergere e di acquisire maggiori conoscenze sul sommerso anche nel nostro Paese».