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«Difenderemo il diritto allo studio»

 CAGLIARI. Da lunedì in trincea, dicono i sindacati della scuola, che oggi annunceranno i danni provocati dalla riforma del ministro Gelmini. Qualche anticpazione c’è gia stata: oltre un migliaio di posti di lavoro in meno, molte le classi azzerate soprattutto in periferia e nelle zone interne dell’isola. Avant’ieri gli stessi dati sono stati al centro dell’incontro tra l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Maria Antonietta Mongiu, il Direttore scolastico della Sardegna, Armando Pietrella, Anci e Unione Province Sarde. Il Direttore scolastico ha detto che alcuni passaggi oggi contestati dal sindacato erano e sono stati inevitabili: «Abbiamo dovuto recepire - ha detto Pietrella - la razionalizzazione imposta dalla Finanziaria nazionale. E siamo partiti da questo dato: in Sardegna abbiamo registrato in dodici mesi un calo di 4200 alunni a causa di una natalità vicina allo zero e che negli ultimi cinque anni ha portato alla perdita di oltre trentamila studenti. Mentre per quanto riguarda i posti di lavoro ci saranno 1280 docenti mandati a casa, perché anche in questo caso abbiamo dovuto rispettare gli obiettivi dettati dal Governo».
 I problemi investono soprattutto le zone interne. «Sono una ventina le classi della scuola dell’infanzia nei paesi dell’interno che non potranno essere formate per l’assoluta scarsità di alunni (sette-ootto per classe contro i quindici richiesti) - ha detto Pietrella - mentre almeno settecento classi tra elementari, medie e superiori sono state formate pur essendo sottodimensionate». Questi sono i numeri ma “la Regione - detto l’assessore Maria Antonietta Mongiu - farà da subito valere il suo ruolo politico per garantire a tutti gli studenti il concreto esercizio del diritto allo studio sul territorio». L’assessore ha annunciato anche una presa di posizione contro i tagli all’organico: «Rappresentano una situazione grave che ha una fortissima incidenza di genere, essendo donne gran parte degli insegnanti che il Governo vuole lasciare senza posto di lavoro».