Occupata la sede del Consorzio

OZIERI. Sotto assedio la sede del consorzio di bonifica del Nord Sardegna. Una delegazione di agricoltori di Perfugas, con il sostegno del consigliere provinciale Gavino Sale e di alcuni esponenti dell'Irs hanno occupato ieri mattina la sala riunioni dell'ente. La volontà è quella di non abbandonare il presidio sino a quando il guasto che da 22 giorni tiene all'asciutto i loro campi e l'intero comprensorio della basse valle del Coghinas non sarà riparato in modo definitivo.
L'iniziativa, pur suggerita dall'esasperazione di veder ormai compromesse le colture in atto nelle aziende irrigue, è stata realizzata, almeno sotto il profilo formale, in modo corretto. Forti della convinzione di essere i reali detentori del potere sulla struttura, gli occupanti hanno preso possesso della sala senza creare il minimo intralcio agli impiegati al lavoro negli uffici. Nelle intenzioni di tutti, l'obbiettivo di giungere ad un pur serrato dialogo con il commissario straordinario che per mandato della giunta regionale regge le sorti del consorzio. Un desiderio inappagato dal momento che il dottor Ettore Meloni non era in sede. Un imprevisto che ha costretto Gavino Sale e soci ad affidare agli organi di stampa la richiesta prioritaria rivolta all'assessore Foddis: la Regione deve mandare a casa il dirigente. Un passaggio ormai inevitabile oltre che per la palese incapacità a dare soluzione all' emergenza in atto, per restituire ai consorziati la gestione dell'ente. Un traguardo che gli imprenditori agricoli del Monte Acuto, dell'Anglona e del Meilogu attendono da ben 18 anni. Ora, dopo l'approvazione di riforma dei consorzi di bonifica da parte del consiglio regionale, quella meta appare finalmente a portata di mano. E sull'onda dell' ennesimo disastro creato dalla gestione commissariale, gli imprenditori non intendono perdere altro tempo. A ben poco sono servite le rassicurazioni (fornite da qualche impiegato dell'ufficio) sull'imminente conclusione dell'intervento finalizzato a ripristinare il servizio. Per gli agricoltori, il"blocco" simultaneo dei quattro impianti di pompaggio dalla diga di Casteldoria è frutto dell'insipienza e dell' approssimazione che ha caratterizzato la gestione dell'ente negli ultimi anni. Altra grave colpa mossa all'attuale dirigenza consortile: quella di non aver programmato e realizzato una condotta per il trasporto"a caduta" dell'acqua del Coghinas ai comprensori di Perfugas e Valledoria. Una soluzione che porterebbe all'azzeramento dei notevoli costi energetici ora sostenuti dall'utenza. Insomma, i responsabili dell'attuale situazione oltre a pagare i danni derivati agli imprenditori, devono pagare e non possono rimanere alla guida della struttura. La vicenda è stata oggetto di ampia discussione anche nella direzione dell'Unione provinciale agricoltori di Sassari. Al termine del dibattito, il presidente Domenico Sole ha inviato al commissario del consorzio e all'assessore regionale una nota urgente in cui si denuncia l'insostenibilità della situazione venutasi a creare in Anglona."A causa del mancato ripristino dell'ordinario esercizio di erogazione dell'acqua che ormai si protrae da diverso tempo, si legge nella missiva, le colture irrigue in atto nel comprensorio di Perfugas e di Valledoria sono ormai irrimediabilmente compromesse con grave danno per l'economia delle imprese di quei territori". Nel ritenere grave, per l'amministrazione del consorzio che, nonostante le avvisaglie da parte degli agricoltori e i diversi interventi delle organizzazioni agricole il problema non sia stato risolto, l'Unione agricoltori si riserva"di attivare procedure per il pagamento dei danni" e chiede un intervento straordinario da parte di tutta la struttura consortile, se necessario anche con l'ausilio di operatori e/o imprese esterne al fine di evitare l'aggravarsi di ulteriori disagi alle imprese. Inutile ricordare che le iniziative assunte ieri si aggiungono alla dura presa di posizione dei consorziati aderenti alla Coldiretti, che per gli stessi motivi hanno presentato formale denuncia ai carabinieri di Perfugas.
Miuccio Farina