31 luglio 2008 —
pagina 07
sezione: Sardegna
CAGLIARI. Dal terremoto che ha investito il Pd sardo è nata una nuova maggioranza: tutte le componenti che non hanno partecipato al voto per il segretario e 19 consiglieri regionali su 35 hanno scritto a Walter Veltroni per denunciare che lelezione di Francesca Barracciu «è illegittima» e per chiedere la riconvocazione dellassemblea. Bersaglio politico della rivolta è linedito asse formato da Renato Soru, Antonello Soro e Salvatore Ladu, asse che non ha però garantito i voti sperati.
In prima fila, anche se con una presa di posizione autonoma, anche lex ministro Arturo Parisi, che due settimane fa era personalmente sceso in campo per favorire la soluzione unitaria dopo le dimissioni di Antonello Cabras. Tutti i dissidenti, dopo le dure proteste di martedì contro il presidente dellassemblea Roberto Deriu per la proclamazione del segretario nonostante la mancanza del numero legale, si sono rivolti a Walter Veltroni. Una lettera, firmata dai membri che non hanno votato, è stata spedita dalla sede del partito, unaltra è stata spedita dal gruppo consiliare, una terza dallufficio di Filippo Spanu, il terzo candidato, sostenuto da Parisi, alle primarie dellanno scorso, quelle vinte da Cabras.
Nella lettera delle componenti che si riconoscono sulle leadership degli ex diessini Antonello Cabras, Tore Cherchi, Emanuele Sanna, Siro Marrocu, degli ex dl Paolo Fadda, Giovanni Giagu e degli ex soriani di Progetto Sardegna Pier Sandro Scano ed Elio Corda, si chiede a Veltroni di poter «riprendere la strada dellunità». Come ha poi spiegato Cherchi: «La maggioranza del partito chiede a gran voce non solo il formale rispetto delle regole, ma anche di rimetterci tutti lungo il percorso che avevamo individuato e proposto». Un percorso che, entro venerdì, avrebbe portato allelezione di Silvio Lai. Sulla quale (pur chiedendo di anticiparla a martedì) si era pronunciato anche Soru, tanto che i suoi, martedì pomeriggio, hanno fatto resistenze prima di passare sulla Barracciu, a quel punto imposta da Soro e Ladu, con i quali il governatore non intendeva rompere la neonata alleanza nata contro Cabras.
I componenti dellassemblea del Pd che non hanno partecipato al voto, così è stata firmata la lettera a Veltroni, hanno scritto: «Abbiamo tentato sino alla conclusione di cercare la strada dellunità chiedendo lapertura del dibattito sul mandato unitario per il nuovo segretario e un rinvio di 48 ore per le candidature alla segreteria, ottenendo un rifiuto e una testarda volontà di impedire lelezione di un segretario che avesse un ampia maggioranza e un mandato chiaro». Lassemblea «non validamente costituita si è conclusa con un nulla di fatto perché nessun candidato ha raggiunto la maggioranza degli aventi diritto al voto e pertanto senza alcuna maggioranza politica che consenta di sedersi al tavolo della coalizione o di guidare nel Pd gli organismi già formati o convocare quelli che si devono ancora eleggere». Si legge ancora: «E offensivo per le regole democratiche che una minoranza del 42 per cento possa eleggere un segretario, e deciderne la proclamazione in assenza persino del numero legale dellassemblea». Pertanto «chi si è reso responsabile di questo inutile atto di rottura si deve fermare. La politica deve riprendere il suo corso per raggiungere rapidamente lunità nel Pd e in tutto il centrosinistra». Per questo «chiediamo che lassemblea venga rapidamente riconvocata con allordine del giorno lelezione del segretario del Pd, essendo certi che lunità del partito, rifiutata per prepotenza e incompetenza politica, e che era a portata di mano, è ancora raggiungibile ed è lunica possibile per provare a vincere le elezioni ridando fiducia a militanti ed elettori oggi sgomenti».
A Veltroni, che si avvarrà anche della relazione del suo inviato Giuseppe Peta, presidente del seggio, è stato in sostanza notificato che Francesca Barracciu non sarà riconosciuta come leader del partito. A Roma (dove si sono recati ieri anche i deputati e i senatori sardi del Pd che martedì si erano trattenuti a Tramatza) si è parlato in toni molto accesi della vicenda che vede tra i protagonisti (anche se distante) il capogruppo Soro.
Dello stesso tenore la lettera dei 18 consiglieri regionali (il diciannovesimo è Gavino Manca, che a Veltroni ha scritto assieme agli ulivisti). In più cè il riferimento alle possibili conseguenze «istituzionali», forse per il fatto che Soru ha schierato quasi tutta la giunta, o forse il riferimento è al fatto che il capogruppo si è schierato per la Barracciu e ora è in minoranza (Pirisi martedì gli ha preannunciato un voto di sfiducia). La lettera è firmata da Giacomo Spissu, Giuseppe Cuccu, Mariuccia Cocco, Giovanni Giagu, Giovanni Tocco, Simonetta Sanna, Nazareno Pacifico, Tore Mattana, Silvio Cherchi, Sivlio Lai, Antonio Calledda, Tarcisio Agus, Franco Sanna, Giombattista Orrù, Vincenzo Floris, Alberto Sanna, Giuseppe Pirisi, Elio Corda.
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Filippo Peretti