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Il Senato accademico alza le barricate


 CAGLIARI. Contro i tagli previsti dalla manovra finanziaria del governo Berlusconi ormai è levata di scudi generale: dopo l’affollata assemblea di tutto il personale, convocata giovedì dai sindacati, ieri un altro documento di fuoco è arrivato dal Senato accademico, riunito in via straordinaria proprio per discutere dei gravi rischi che corrono gli atenei. Per l’ennesima volta è giunto un secco “no” alla trasformazione delle università in fondazioni.
 ‹‹Il Senato - si legge nel documento redatto al termine della seduta - esprime forte allarme e preoccupazione per le gravissime conseguenze che il provvedimento del governo avrà sulla ricerca, sul normale funzionamento degli atenei e, in generale, sul sistema dell’Università pubblica nel nostro Paese››.
 A preoccupare sono in particolare la possibilità di privatizzare le università mediante trasformazione in fondazioni, i rigidi limiti imposti al ricambio generazionale del personale, la previsione di scatti d’anzianità triennali e non più biennali, e, ovviamente, la riduzione dei finanziamenti, con il taglio del Fondo di finanziamento ordinario per il triennio 2009-2011 di ben cinquecento milioni di euro.
 A questo punto per l’Università di Cagliari non resta che portare avanti una forma di lotta comune, che cominci da una doverosa informazione agli studenti e alle loro famiglie e prosegua con una messa in discussione del Manifesto degli studi, ora quasi improponibile date le condizioni poste dal governo. ‹‹Il Senato accademico - si legge ancora nel documento - ritiene doveroso informare l’opinione pubblica che se non verranno modificate queste norme si produrranno gravi danni per la società››. E data la situazione d’incertezza ritiene opportuno ‹‹in via cautelativa››, inserire nel Manifesto degli studi ‹‹una nota per informare che non è possibile garantire allo stato attuale tutta l’offerta formativa programmata››.
 Da qui è stato dato mandato al rettore, Pasquale Mistretta, di concordare all’interno della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) una posizione forte e unitaria con le altre università.
 La situazione insomma, è grave, gravissima. Ed è per questo che ieri si è deciso di adottare anche un’altra misura: promuovere un incontro congiunto con il Senato accademico dell’università di Sassari, cui invitare tutti i parlamentari sardi, il presidente della Regione, Renato Soru, e l’assessore alla Pubblica istruzione Maria Antonietta Mongiu. Un modo perché la mobilitazione coinvolga davvero tutti. Chissà se servirà davvero a portare qualche risultato.
- Sabrina Zedda

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