La Nuova Sardegna — 19 luglio 2008
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sezione: CAGLIARI
CAGLIARI. Contro i tagli previsti dalla manovra finanziaria del governo Berlusconi ormai è levata di scudi generale: dopo laffollata assemblea di tutto il personale, convocata giovedì dai sindacati, ieri un altro documento di fuoco è arrivato dal Senato accademico, riunito in via straordinaria proprio per discutere dei gravi rischi che corrono gli atenei. Per lennesima volta è giunto un secco no alla trasformazione delle università in fondazioni. Il Senato - si legge nel documento redatto al termine della seduta - esprime forte allarme e preoccupazione per le gravissime conseguenze che il provvedimento del governo avrà sulla ricerca, sul normale funzionamento degli atenei e, in generale, sul sistema dellUniversità pubblica nel nostro Paese. A preoccupare sono in particolare la possibilità di privatizzare le università mediante trasformazione in fondazioni, i rigidi limiti imposti al ricambio generazionale del personale, la previsione di scatti danzianità triennali e non più biennali, e, ovviamente, la riduzione dei finanziamenti, con il taglio del Fondo di finanziamento ordinario per il triennio 2009-2011 di ben cinquecento milioni di euro. A questo punto per lUniversità di Cagliari non resta che portare avanti una forma di lotta comune, che cominci da una doverosa informazione agli studenti e alle loro famiglie e prosegua con una messa in discussione del Manifesto degli studi, ora quasi improponibile date le condizioni poste dal governo. Il Senato accademico - si legge ancora nel documento - ritiene doveroso informare lopinione pubblica che se non verranno modificate queste norme si produrranno gravi danni per la società. E data la situazione dincertezza ritiene opportuno in via cautelativa, inserire nel Manifesto degli studi una nota per informare che non è possibile garantire allo stato attuale tutta lofferta formativa programmata. Da qui è stato dato mandato al rettore, Pasquale Mistretta, di concordare allinterno della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) una posizione forte e unitaria con le altre università. La situazione insomma, è grave, gravissima. Ed è per questo che ieri si è deciso di adottare anche unaltra misura: promuovere un incontro congiunto con il Senato accademico delluniversità di Sassari, cui invitare tutti i parlamentari sardi, il presidente della Regione, Renato Soru, e lassessore alla Pubblica istruzione Maria Antonietta Mongiu. Un modo perché la mobilitazione coinvolga davvero tutti. Chissà se servirà davvero a portare qualche risultato.
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Sabrina Zedda