Cabras si sente solo e getta la spugna


CAGLIARI. Ventisei righe per dire addio. L'ultimo ruggito del leone sulcitano è una lettera, dal sapore amaro, indirizzata al presidente e a tutti i componenti dell'assemblea regionale del Pd. Cabras lascia. «Cercatevi un altro segretario», suggerisce il senatore, giunto ieri pomeriggio al capolinea della sua corsa cominciata il 14 ottobre dell'anno scorso, quando il popolo del Pd lo incoronò numero 1 del partito e lui, tronfio, gioi per aver battuto nientemeno che Renato Soru, l'uomo che non ama perdere.
Ventisei righe scritte al computer, un mix di dispiacere e rimpianto per non aver potuto (o saputo?) cementare attorno alla sua proposta politica - alleanze con la maggioranza vittoriosa nel 2004, primarie, critiche ragionate alla linea del governatore, sostegno a candidati alternativi come Tore Cherchi e Graziano Milia(per non parlare di Giacomo Spissu) - un gruppo nutrito oltreché rappresentativo di un'anima interna al Pd non proprio soriana che solo poco tempo fa ha tentato in mille modi di contrapporsi al presidente della Regione e al suo modo di fare politica.
Convinto che «da soli non siamo in grado di contrastare il centrodestra», Antonello Cabrasha gettato la spugna, ma sbaglierebbe di grosso chi pensasse a una sua resa, con il capo cosparso di cenere.
L'ipotesi delle sue dimissioni, Cabras, le aveva fatte balenare lo scorso 29 giugno ad Arborea, nella sua relazione al coordinamento del Pd, ma in quel frangente esistevano ancora i margini per costruire e consolidare un blocco capace almeno di conficcare qualche paletto nel campo avverso, quello dominato da Renato Soru. Ma i fatti degli ultimi giorni - molti l'hanno considerato un vero e proprio tsunami - hanno indotto il segretario regionale a prendere atto di una profonda modifica dei rapporti di forza nel Pd sardo, anche in seguito a una, costante quanto discreta, azione di pressing da parte dei vertici nazionali del partito, a partire da Antonello Soro(il primo, in un'intervista al nostro giornale, a schierarsi apertamente dalla parte di Soru) e allo stesso numero 1 Walter Veltroni.
Il passaggio di un pezzo da novanta come Salvatore Ladunell'area che sostiene la ricandidatura di Renato Soru è stato devastante, per Cabras. Ladu ha portato con sé il presidente del Pd Roberto Deriu(ieri irrintracciabile) e Luigi Cucca: nella ex Margherita, ormai, gli oppositori del governatore sono due: il deputato Paolo Faddae il presidente della commissione Industria Giovanni Giagu. Di più. Altri, come Nazareno Pacifico e Tore Mattana, tutt'e due ex scuderia Ds, dati per vicinissimi a Cabras, si sono spostati nella direzione del tycoon di Sanluri. Lo stesso vertice dell'altro ieri, quello che ha visto l'assenza dello stesso Cabras, si è concluso con una sorta di via libera a Soru, fatta eccezione per lo strappo tra il governatore e Sinistra Democratica. Anche dall'incontro, annunciato il 29 giugno ad Arborea, tra il segretario regionale e i partiti alleati non sono giunti segnali significativi che facessero pensare a uno schieramento particolarmente vasto e disposto a schierarsi palesemente contro Soru.
Cabras, l'ingegner Cabras, uno abituato a fare di conto, ha tirato le somme: si è guardato attorno, è rimasto con il cerino in mano. Al suo appello hanno risposto in pochi. Certo, Giacomo Spissu è solidale col «compagno Antonello». La stessa cosa dicasi per Paolo Fadda. Ma il primo ad alzare la mano per dire «io sono con te» è stato Graziano Milia, possibile alternativa a Soru, solo se Cherchi non l'avesse preceduto. «Sono certo - ha detto ieri alla «Nuova» il presidente della provincia di Cagliari - che il Pd troverà un altro segretario in grado di farci vincere sicuramente le elezioni del 2009». Ironia? Mah, chissà...
Del resto, Antonello Cabras, che ieri non ha voluto rilasciare neanche una dichiarazione, nella sua lettera di commiato scrive: «Un'altra figura sarà sicuramente in grado più di me di assicurare il contributo adeguato in una situazione cosi complessa come quella che si profila».
La palla, ora, passa nel campo in cui il dominus è Renato Soru, distintosi ieri per un silenzio («Nessuna dichiarazione») assai eloquente. Toccherà alla sua composita corazzata individuare il nuovo segretario, sabato ad Arborea. E intanto Antonello Cabras, in caso di sconfitta nel 2009, potrà sempre affermare: «Abbiamo perso per colpa vostra».

Augusto Ditel