ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

  Is Arenas lontana anni luce dall’universo dorato del turismo

 NARBOLIA. Sette chilometri e mezzo di spiaggia semi abbandonata. Una risorsa che farebbe la fortuna di tante località turistiche da queste parti, invece, è snobbata sia dagli amministratori, sia dai turisti. Niente a che vedere con il mondo dorato del Golf Club e del turismo d’elite: Is Arenas intesa come spiaggia è un pessimo esempio di gestione di un patrimonio ambientale. Chissà, forse la colpa di un così evidente degrado è da ricercare anche nella divisione geopolitica della spiaggia. Infatti, uno degli arenili più lunghi dell’intera provincia è diviso tra i territori di tre comuni: Cuglieri, Narbolia e San Vero Milis.
 Una spartizione che evidentemente non giova alla spiaggia che presenta tre volti diversi. La situazione più critica è sicuramente quella della porzione di arenile che è amministrata dal Comune di Cuglieri: la spiaggia è sporca, forse per colpa dell’assenza ingiustificata di cestini e cassonetti e della innegabile maleducazione di chi abbandona in spiaggia i rifiuti prodotti in un giornata vissuta in riva al mare. A completare l’opera ci pensano le forti correnti marine che convergono su Is Arenas depositando tutto ciò che il mare non riesce a metabolizzare.
 Un altro punto dolente è l’assenza di servizi da spiaggia e infrastrutture. Per non parlare del salvamento in mare che da queste parti dovrebbe essere attivo durante tutta l’estate ma che invece funziona solo per un mese. Insomma, un clima non proprio idilliaco dove anche un nome o una dichiarazione da concedere alla stampa vengono pesati attentamente. Gli operatori turistici di Is Arenas non parlano, se ne guardano bene, forse per timore di improbabili ritorsioni.
 Fatto sta che la situazione, anche quando si arriva in territorio di Narbolia, non migliora granchè: i cassonetti sono sempre stracolmi, la passerella per la spiaggia è pericolante e l’ arenile non brilla per pulizia. Anche se, si nota un lieve miglioramento: «Gli operai del Comune sono passati qualche settimana fa perché la situazione era intollerabile.», spiega un commerciante solo dopo essersi assicurato di poter mantenere l’anonimato, «Adesso è nuovamente sporco ma non si vede nessuno».
 Per quanto riguarda le presenze, invece, la situazione è la solita: «Lavoriamo solo di domenica, per il resto è calma piatta. Anche i Camping stanno soffrendo: sono tre ma al massimo ospiteranno 500 persone.», conclude il commerciante.
 Numeri che non dovrebbero appartenere a una della poche spiagge dell’Oristanese dove esiste un barlume di attività imprenditoriale legata al turismo. Invece, anche a Is Arenas, si vive un estate quasi drammatica dal punto dei commercianti. A dare il colpo di grazia alle speranze stagionali ci ha pensato la natura. L’ultima mareggiata ha depositato lungo quasi tutto l’arenile una grossa quantità di alghe. Niente di cui preoccuparsi ma sicuramente un altro fattore che non gioca a favore della forma in cui Is Arenas si presenta al pubblico.
 L’ultimo tratto di arenile, quello che risulta essere in comune di San Vero Milis è forse il più pulito. Un primato che deve essere letto alla luce del fatto che si tratta della zona della spiaggia meno accessibile e dunque meno frequentata. Altro che sette chilometri di paradiso turistico, l’eden del villeggiante dista anni luce dalla realtà di Is Arenas.
Claudio Zoccheddu

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • + Altri risultati