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  L’ospedale Delogu cresce e apre la porta a nuovi servizi sanitari

 GHILARZA. È un processo in itinere quello che sta riguardando la riorganizzazione dei servizi e dei reparti ospedalieri del “Delogu”, un percorso attuato in una certa misura e in parte ancora da realizzare, ma che nei piani della direzione aziendale della Asl 5 dovrebbe tendere a trasformarlo in una struttura di riferimento relativamente ad alcune tipologie di prestazioni. In questi termini si è espresso il manager Antonio Onnis durante la conferenza dei sindaci del Distretto sanitario Ghilarza-Bosa che si è svolta ieri mattina al termine della cerimonia di consegna e di benedizione di due nuovi automezzi da impiegare nelle emergenze e nei servizi territoriali.
 «All’ospedale esistono quattro livelli di assistenza sanitaria.», ha premesso il direttore generale riferendosi alle degenze ordinarie, agli interventi di day e week surgery, alla lungodegenza e alle attività ambulatoriali, «E su questi profili di cura l’ospedale può diventare un punto d’eccellenza. Il piano di ristrutturazione che ne ridisegna gli assetti andrebbe visto dunque come un percorso virtuoso, purché si esca dalla logica che sottrarre un servizio come il punto nascite equivalga ad un depotenziamento. In questo senso stiamo cominciando a dare risposte in maniera strutturata e organizzata».
 Segnali tangibili che la Asl ha voluto lanciare ieri con la consegna di una delle due nuove autoambulanze previste per il Delogu, una Fiat Ducato 160 Multijet dotata di attrezzature di primo intervento all’avanguardia, e un’autovettura destinata al servizio di assistenza domiciliare. I 170mila euro spesi per l’acquisto delle due autoambulanze (una delle quali è rimasta all’ospedale civile di Oristano per sopperire all’indisponibilità dei mezzi sottoposti a revisione) rientrano nel 25% delle risorse finanziarie disponibili (due milioni 700mila euro per gli interventi strutturali e un milione e mezzo per l’innovazione tecnologica) impegnate dall’azienda sanitaria per l’acquisizione dell’apparecchiatura per le anestesie e le attrezzature di Radiologia. A questo proposito il manager ha annunciato che entro una decina di mesi la Tac in dotazione al “San Martino” di Oristano sarà trasferita al Delogu, mentre le due nuove Tac messe in preventivo saranno destinate a Oristano Bosa.
 Durante l’assemblea (scarsamente rappresentata, come ha rilevato il presidente del Distretto, Stefano Licheri) si è fatto un cenno ai progetti futuri: i trattamenti chemioterapici nel “Delogu”, con la preparazione dei medicinali effettuata a Oristano e la consegna chiavi in mano del Centro dialisi a settembre.
 Presentato infine il progetto di completamento e adeguamento strutturale e impiantistico alle norme di sicurezza redatto dall’ingegner Francesco Pisano e predisposto anche nell’ottica di razionalizzare gli spazi, sul quale ha già dato il beneplacito il Comando provinciale dei vigili del fuoco. Tra le anticipazioni fornite dal tecnico: il trasferimento della cappella al pianterreno e la riduzione del dislivello della rampa che conduce al reparto di radiologia.
Maria Antonietta Cossu