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Processionaria, la rivolta dei sindaci


 BERCHIDDA. Da Monti a Berchidda fino ad Alà dei Sardi. La protesta dei sindaci è unanime e parte da una certezza: il Foray 48 B funzionava. E allora perchè il prodotto è stato sostituito con un altro ancora da sperimentare? È l’interrogativo che si sono posti gli amministratori galluresi, riuniti sabato scorso a Berchidda (foto) per denunciare ancora una volta il tardivo intervento contro la lymantria dispar, i divoratori di foglie di querce da sughero che hanno infestato i boschi. La sperimentazione del nuovo trattamento anti-processionaria, il Wormox, autorizzato dal ministero della Sanità che lo ha sostituito con il Foray 48 B, è appena iniziata e i primi risultati non sono quelli che si attendevano. Tutto ciò mentre i bruchi stanno già iniziando a mangiare, attaccando pesantamente il patrimonio boschivo e mettendo a rischio la produzione del sughero che nel caso di defogliazione totale calerebbe il prossimo anno anche del 65, 70 %.
 «È il colpo di grazia per le nostre sugherete, già devastate dalla neve di dicembre», attacca il sindaco di Alà, Francesco Pitzalis che ha criticato duramente la Regione per la gestione del problema. «Neve, siccità, bruchi: mi stupisco di come continui a esserci una totale disattenzione da parte della Regione in un settore importante qual è il sughero e la sua filiera».
 «Il Foray 48 B - aggiungono i sindaci di Monti e Berchidda, Giovanni Maria Raspitzu e Bastianino Sannitu - era stato utilizzato dal 2001 e per cinque anni consecutivi, con eccellenti risultati. Non capiamo perchè il ministero lo abbia voluto cambiare con un prodotto ancora da sperimentare. Il trattamento - sottolinea Sannitu che si occupò in quegli anni del problema in qualità di assessore provinciale all’ambiente - fu testato a tutti i livelli e senza alcun tipo di problema: nel primo anno, furono trattati 11 mila ettari e i bruchi furono debellati. Che la mancata autorizzazione del prodotto da parte del ministero sia legata a questioni burocratiche o di commercializzazione, credo che ai sardi possa interessare ben poco di fronte al danno economico che si ritroveranno ad affrontare».
 «Si parla tanto di valorizzare il sughero sardo e poi non si attiva la prevenzione necessaria per garantire la salvaguardia e la tutela della quercia da sughero - conclude l’assessore montino Giuseppe Balzanti - senza trascurare poi l’aspetto igienico-sanitario provocato dall’invasione dei bruchi che costringe le famiglie a tenere porte e finestre sbarrate».
 Contro la minaccia della processionaria e i ritardi nel trattamento sono scesi in campo non solo i sindaci ma anche alcuni consiglieri regionali: pochi giorni fa, l’esponente dell’Unione di centro Renato Lai ha sollevato la questione in commissione ambiente e in precedenza Matteo Sanna aveva indirizzato un’interrogazione all’attenzione degli assessori alla Sanità e all’Agricoltura.
 Intanto la sperimentazione del Wormox oggi dovrebbe interessare il territorio di Cagliari per spostarsi successivamente a Thiesi, Tempio e Mamoiada: per l’offensiva contro la processionaria, la Regione Sardegna ha destinato nei giorni scorsi 1 milione e 200 mila euro alla provincia di Nuoro, individuata come capofila, mentre gli interventi vengono coordinati dall’Università di Sassari.
- Tiziana Simula

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