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Sugherete minacciate dalla processionaria


 MONTI. L’offensiva contro la processionaria rischia di essere una battaglia persa con un pesante bollettino di guerra. Mentre gli amministratori denunciano da tempo il ritardo nella disinfestazione, incalzati dalle proteste dei proprietari di sugherete, già attaccate dai famelici bruchi, arrivano i primi risultati della sperimentazione del nuovo prodotto anti-processionaria, il Wormox. Risultati, al momento diversi da quelli attesi e sperati. Tutto ciò, mentre la temperatura comincia a salire favorendo la crescita dei lepidotteri defogliatori contro i quali il trattamento diventa inefficace se si supera una certa fase di crescita.
 In questi giorni ad Abbasanta si sta testando il Wormox, il nuovo prodotto autorizzato dal ministero della Sanità che lo ha sostituito al Forai 48 B, utilizzato con successo negli anni passati, una sperimentazione necessaria visto che il trattamento è stato già impiegato contro i lepidotteri delle conifere ma non ancora sulle sugherete. «Stiamo iniziando a raccogliere i primi dati - spiega il responsabile del coordinamento degli interventi e della sperimentazione, il professor Pietro Luciano, preside della Facoltà agraria dell’Università di Sassari -: a tre giorni dal trattamento, la mortalità registrata è di gran lunga inferiore rispetto a quanto ci aspettavamo. La sua efficacia al momento non è come quella del Forai 48 B. La sperimentazione, comunque, proseguirà: lunedì a Cagliari, poi, a Thiesi, Tempio e Mamoiada».
 Tutto è in alto mare, insomma: non si sa ancora con certezza se il prodotto andrà bene, e se anche i risultati fossero positivi, il Wormox andrebbe comunque ordinato e preparato, cosa che porterebbe via altro tempo prezioso. Uno spiraglio di speranza si prospetta per i boschi che si trovano nelle zone più alte della Gallura dove la temperatura è più fresca e lo sviluppo della limantria più lento. Difficile, se l’intervento non avverrà immediatamente, sarà invece salvare le sugherete in pianura, dove il bruco sta già mangiando.
 Gli amministratori galluresi che da tempo avevano lanciato l’allarme contro il ritardo del ministero nel rilascio dell’autorizzazione, sono su tutte le furie: il patrimonio boschivo rischia di essere gravemente danneggiato e con esso anche l’economia del territorio considerata l’importanza dell’industria sugheriera per la Gallura. «Dopo sette anni di risultati eccellenti col Forai 48 B, ci chiediamo perchè il ministero abbia cambiato il prodotto», attaccano i sindaci di Monti e Berchidda, Giovanni Maria Raspitzu e Bastianino Sannittu, bersagliati dalle proteste dei loro concittadini. «Abbiamo già espresso in Regione tutto il nostro disappunto - aggiunge l’assessore provinciale Piefranco Zanchetta -: non è possibile che non esista ancora un prodotto testato e autorizzato per un problema che si ripete ogni anno nell’isola. Roma sottovaluta i danni».
- Tiziana Simula