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Bitti, la minoranza: abbiamo visto giusto sulle Comunità montane


 BITTI. «Le comunità montane sono state riconosciute dalla Regione. Quello che avevamo previsto si è puntualmente verificato» osserva, in una nota, il gruppo consiliare di minoranza in comune (maggioranza nel decorso mandato amministrativo), che si era battuta affinché andasse in porto la comunità montana a 5, i paesi dell’Alto Nuorese, gli unici che sono veramente montani orfani della disciolta comunità montana di Siniscola, che comprendeva anche la Bassa e l’Alta Baronia.
 «Ma quella con sede a Bitti - incalza la minoranza - deliberata e richiesta a gran voce dalla precedente amministrazione Satta, deliberata insieme ai comuni di Lula, Onanì, Osidda, oggi è rimasta incredibilmente fuori, avendo i nostri amministratori, poco accorti, optato per l’Unione dei comuni».
 Il quinto comune della Comunità montana a 5 sarebbe dovuto essere Lodè che, comunque, non aveva deliberato in merito, mentre l’Unione dei comuni è a otto (i 5 dell’Alto nuorese più Siniscola, Torpè e Posada). L’opposizione rileva, altresì, che tutti i comuni montani che si sono opposti, allora, alla decisione della giunta regionale, oggi si trovano a far parte di nuove comunità montane. Per loro è «una grande e meritata vittoria che ha premiato la caparbietà e serietà dei loro amministratori». Nel documento viene rimarcato che per Bitti e i bittesi, invece, è un danno enorme: «Oggi avremo avuto un ente, come la comunità montana,con sede a Bitti, se si fosse seguita la linea tracciata dalla precedente amministrazione». Poi l’interrogativo-domanda che scende come un fendente: che giustificazioni daranno «i nostri amministratori letteralmente beffati» da un cambio di rotta della politica regionale? L’opposizione aveva chiesto «a gran voce» una battaglia per la difesa della comunità montagna. Poi, ecco che arriva l’affondo fortemente critico: «Ci siamo trovati il muro dell’amministrazione comunale, un muro che oggi, però, è crollato miseramente mettendo a nudo una clamorosa bugia e beffa nella recente storia politica del territorio». E conclude con una riflessione: «Ecco cosa succede quando si prendono decisioni politiche che nulla hanno a che vedere con l’interesse del territorio».
- Bernardo Asproni

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