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Pd, liste chiuse: Parisi e Cabras i numeri 1


 CAGLIARI. Arturo Parisi numero 1 alla Camera, Antonello Cabras numero 1 al Senato. Antonello Soro «emigrato» in Lombardia. Niente (o poco) di nuovo sotto il sole, nel Partito Democratico. Chi sperava nel colpo a effetto, o nella candidatura col botto dell’ultim’ora resta deluso.
 Walter Veltroni e il popolo del Partito Democratico gioiscono per la «vittoria» della gara con il Partito della Libertà sulla chiusura delle liste, ma in Sardegna il tasso di rinnovamento delle liste risulta inferiore rispetto al quadro nazionale. Tant’è.
 Vertice con Veltroni. Il capo del Pd ieri ha rinunciato alla solita tappa in pullman per presiedere l’ultimo, decisivo, summit con lo stato maggiore del partito, al quale ha partecipato il segretario regionale Antonello Cabras e anche il presidente della Regione Renato Soru. La rinuncia di Emanuele Sanna (che garantisce il suo impegno e sottolinea l’esigenza di far largo ad altri) ha indubbiamente facilitato il compito a chi doveva assumere le ultime decisioni. E così, qualche sorpresa c’è stata.
 Le sorprese. La prima è che l’ex sottosegretario alla Funzione Pubblica Gian Piero Scanu ha scalzato Luciana Sbarbati dal secondo posto al Senato. La leader dei Repubblicani europei era stata indicata da Veltroni, dopo l’asfissiante (e inutile) pressing nei confronti della giornalista di Rai3 Bianca Berlinguer. Il peso specifico della Sbarbati, rispetto alla figlia del non dimenticato leader del Pci, è di sicuro inferiore. Questa la prima considerazione fatta al tavolo finale. Non è stato poi ininfluente per la «promozione» di Scanu il forte sostegno di Antonello Soro, che ha liberato un posto pesante in Sardegna anche per favorire il suo fedelissimo che ha frequentato Montecitorio solo per due anni. Come previsto, Soro sarà il capolista nel terzo collegio della Camera in Lombardia.
 L’altra «sorpresa» è che l’ex segretario dei Ds Giulio Calvisi può anche ordinare in tipografia il biglietto da visita con la scritta «deputato». Il quinto posto in lista gli dà questa certezza. Dopo di lui, c’è l’attuale capogruppo regionale del Pd Siro Marrocu che dovrebbe, anche lui, accedere a Montecitorio. Al settimo posto, senza nessuna certezza sulla sua elezione (a meno che il centrosinistra non vinca con largo vantaggio), c’è il docente universitario sassarese Guido Melis.
 Le donne. Oltre alla Sbarbati, andranno alla Camera Caterina Pes e l’uscente Amalia Schirru. Su quest’ultima non c’è mai stata discussione: alle sue spalle infatti ci sono solamente venti mesi di vita parlamentare. Su Pes, all’inizio, sembrava ci fosse qualche resistenza, ma poi il suo nome ha circolato con frequenza sempre maggiore e con un gradimento in crescendo.
 Gli ex Dl. Renato Soru non ne sarà felicissimo, ma Paolo Fadda tornerà alla Camera: per lui, c’è il posto numero 3, dopo il ministro Arturo Parisi e la Schirru. Potrebbe (altro condizionale) fare il suo esordio in Parlamento (Senato) anche Francesco Sanna, consigliere regionale molto attivo, sostenuto dal sottosegretario Enrico Letta.
 Il Nuorese. Sempre restando alle candidature per Palazzo Madama, il quinto posto è stato riservato a Costantino Tidu, rappresentante del Nuorese ma soprattutto indicato con veemenza dallo stesso Antonello Cabras, che non ha tenuto conto di qualche malumore nel territorio.
 Gli uomini del Presidente. A conti fatti, Renato Soru ha espresso Caterina Pes, Siro Marrocu e Francesco Sanna. Guido Melis è in quota governatore ma l’elezione non è per nulla sicura.
 Previsioni e precedenti. L’ipotesi più accreditata è che il Pd, male che vada, possa piazzare cinque deputati e tre senatori: in questo caso, gli esclusi sarebbero Marrocu e Francesco Sanna. Quanto ai precedenti, giova ricordare che nel 2006 gli eletti dell’attuale Pd furono: Parisi, Soro, Schirru, Emanuele Sanna e Paolo Fadda (Camera), Antonello Cabras, Gianni Nieddu e Salvatore Ladu (Senato).
- Augusto Ditel