Attentato alla villa di un miliardario russo

PORTO CERVO. Un boato squarcia il silenzio della notte in Costa Smeralda. Sono passate da poco le 20: è una bomba, non c'è dubbio. Anzi una bombola del gas, attrezzata però come un micidiale ordigno distruttivo. L'obiettivo è la villa di un miliardario russo, nel complesso La Celvia, vicino a Cala Di Volpe. Lui si chiama Vladimir Zanthov, uno dei tanti magnati dell'ex Unione sovietica: residenza abituale a Londra, estate in Gallura e maxi yacht da 50 metri ormeggiato a Portisco.
Insomma, uno dei tanti facoltosi oligarchi russi che da anni spadroneggiano in Costa Smeralda facendo man bassa di belle ville e grandi panfili. Di lui si sa poco o nulla, se non che è un imprenditore enormemente ricco. E si sa anche che la villa di La Celvia era stata acquistata due anni fa da un precedente proprietario milanese.
Pochi dubbi sul fatto che l'esplosione della bombola sia legata a un attentato: all'interno di «Villa Guglielmina» (questo il nome della lussuosa abitazione), subito dopo l'esplosione, è stata rinvenuta una miccia collegata alla bombola. I danni, secondo una prima stima, non sarebbero ingenti. Lesionati soprattutto gli infissi e una parte dell'arredamento interno. Sarebbe, invece, rimasta integra la struttura portante della villa.
Sin qui la prima valutazione fatta dai carabinieri (al comando del tenente Giuseppe Pontillo della compagnia di Olbia), dai vigili del fuoco e dagli agenti di sorveglianza del Consorzio Costa Smeralda, subito accorsi sul luogo dell'esplosione dopo la segnalazione fatta dal custode. Già questa mattina è prevista un'ispezione nella villa da parte degli investigatori, mentre per conoscere l'esatta natura dell'ordigno si dovrà attendere il responso degli artificieri in arrivo dal comando provinciale dei carabinieri di Nuoro.
È la prima volta che un magnate russo finisce nel mirino della gang del tritolo. Un buon rilievo nelle cronache però i miliardari ex sovietici lo avevano guadagnato comunque. Affari vorticosi, acquisti miliardari di ville e barche, quindi le feste faraoniche in perfetto stile Costa Smeralda.
Dopo i party sono arrivate però anche le inchieste della guardia di finanza, a caccia di investimenti sospetti e grandi sacche di evasione fiscale. Soltanto l'anno scorso, d'estate, un fattaccio di cronaca nera: un commando incappucciato formato da tre persone assalta alle Pleiadi la villa di Arkady Rottenberg, uno dei nuovi ricchi della Russia capitalista. Un vigilante esplode prima un colpo in aria, poi altri due ad altezza d'uomo: gli intrusi fuggono via, mentre scatta il piano antisequestri. Nessuna traccia poi dei responsabili del misterioso raid. Poiché la villa di Rottenberg confinava con quella di Lele Mora si pensò anche all'intrusione di un paparazzo a caccia di immagini esclusive per i rotocalchi.
«Incidenti» a parte, il mercato immobiliare in Costa Smeralda tende sempre al rialzo per i miliardari russi. Cosi affittare una delle case da sogno che si affacciano su Porto Cervo può costare, in agosto, anche 100 mila euro. Ma il rublo, dopo la polverizzazione dello stato federale, è diventato moneta forte. E i russi spendono, senza pensarci più di tanto. Addirittura si fanno follie per acquistare una villa da mille e una notte. Qualche esempio: A parte il solito Roman Abramovich, c'è Alisher Usmanov che ha comprato la dimora di Antonio Merloni al Romazzino. Roustam Tariko, imperatore della vodka, si è invece accaparrato la proprietà di villa Minerva a Punta Volpe, rilevandola da Veronica Lario, mentre Vassily Anisimov ha trattato direttamente con Silvio Berlusconi comprando Villa Tulipano. Infine Oleg Deripaska che ha acquistato «Le Walkirie», la residenza più grande di Porto Cervo. I prezzi oscillano fra 30 e 40 milioni di euro. Sciocchezze, per loro.