24 febbraio 2008 —
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sezione:
Nazionale
NUORO. Sprofondare nel buio più assoluto e ritrovarsi improvvisamente senza punti di riferimento, senza la capacità di muoversi da soli. Anzi, con la necessità di chiedere aiuto persino per compiere gli atti quotidiani, come sedersi a tavola o andare in bagno. Un dramma da esorcizzare e soprattutto da prevenire. Ma cè chi, questa condizione, la vive sulla propria pelle: di giorno e di notte, senza percepire la differenza tra la luce del sole e quella stelle. Cè chi non conosce i colori della vita o il viso della mamma, né può vedere le mani che ti accarezzano o il sorriso che ti circonda. Ciechi assoluti, insomma. Spesso ciechi emarginati, talvolta tollerati e, comunque, in perenne lotta contro i pregiudizi, difficili da estirpare anche nella società civile.
E allora, per cercare di rimuoverli questi pregiudizi, perché non calarsi, almeno per una volta, nella condizione di chi la luce non la vede mai? Per cercare di capire, cioè, che la luce dellintelligenza prevale quasi sempre sul buio della vista. Che, in fondo, chi è diversamente abile, abile, a volte, lo è anche in qualcosa che si crede sappia fare solo chi ci vede. Provare per credere. Basta mettere una sera a cena: partecipare alla Cena al buio, organizzata dalla sezione provinciale dellUnione italiana ciechi e ipovedenti di Nuoro per il 16 marzo prossimo, con inizio alle 20, al ristorante LHostaria da Massimo, in via Foscolo 3, a Nuoro. Liniziativa, già sperimentata nel capoluogo barbaricino qualche anno fa, è stata proposta alla fine dello scorso anno a Roma dai dirigenti nazionali dellUnione ciechi, alla presenza del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che si è calato, anche lui, per qualche ora, nelloscurità di chi non vede. La cena al buio mette insieme ciechi e vedenti per una serata a tavola. Questa volta, però a parti invertite: a fare la parte dei vedenti ci penseranno i ciechi, mentre i vedenti saranno al buio. Commensali ciechi per caso e camerieri ciechi per davvero, insomma. Il tutto per vedere (è il caso di dirlo) non solo chi se la cava meglio (i ciechi veri sicuramente), ma soprattutto per capire che i cosiddetti diversamente abili, abili lo sono per davvero. «La cena - spiega il presidente dellUnione italiana ciechi e ipovedenti di Nuoro, Paolo Casula - si svolgerà completamente al buio. È vietato anche lutilizzo di qualsiasi fonte di luce, quali cellulari e candele. Si tratta - assicura il presidente dellUic - di unesperienza unica. Gli ospiti verranno accompagnati al proprio tavolo da guide non vedenti, che, oltre a servire la cena, sono a disposizione dei commensali per qualsiasi esigenza». Queste le istruzioni per luso: il menù è fisso; verrà servito senza che i partecipanti conoscano le portate; prenotazioni ai numeri: 0784 202801 e 202802; prezzo euro 23. Sarà unoccasione per cercare di capire. Perché dopo cena tutto ritornerà come prima.
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Federico Sedda