ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Una cena nel buio più completo per abbattere le barriere della cecità


 NUORO. Sprofondare nel buio più assoluto e ritrovarsi improvvisamente senza punti di riferimento, senza la capacità di muoversi da soli. Anzi, con la necessità di chiedere aiuto persino per compiere gli atti quotidiani, come sedersi a tavola o andare in bagno. Un dramma da esorcizzare e soprattutto da prevenire. Ma c’è chi, questa condizione, la vive sulla propria pelle: di giorno e di notte, senza percepire la differenza tra la luce del sole e quella stelle. C’è chi non conosce i colori della vita o il viso della mamma, né può vedere le mani che ti accarezzano o il sorriso che ti circonda. Ciechi assoluti, insomma. Spesso ciechi emarginati, talvolta tollerati e, comunque, in perenne lotta contro i pregiudizi, difficili da estirpare anche nella società civile.
 E allora, per cercare di rimuoverli questi pregiudizi, perché non calarsi, almeno per una volta, nella condizione di chi la luce non la vede mai? Per cercare di capire, cioè, che la luce dell’intelligenza prevale quasi sempre sul buio della vista. Che, in fondo, chi è diversamente abile, abile, a volte, lo è anche in qualcosa che si crede sappia fare solo chi ci vede. Provare per credere. Basta mettere una sera a cena: partecipare alla “Cena al buio”, organizzata dalla sezione provinciale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Nuoro per il 16 marzo prossimo, con inizio alle 20, al ristorante “L’Hostaria da Massimo”, in via Foscolo 3, a Nuoro. L’iniziativa, già sperimentata nel capoluogo barbaricino qualche anno fa, è stata proposta alla fine dello scorso anno a Roma dai dirigenti nazionali dell’Unione ciechi, alla presenza del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che si è calato, anche lui, per qualche ora, nell’oscurità di chi non vede. La cena al buio mette insieme ciechi e vedenti per una serata a tavola. Questa volta, però a parti invertite: a fare la parte dei vedenti ci penseranno i ciechi, mentre i vedenti saranno al buio. Commensali ciechi per caso e camerieri ciechi per davvero, insomma. Il tutto per vedere (è il caso di dirlo) non solo chi se la cava meglio (i ciechi veri sicuramente), ma soprattutto per capire che i cosiddetti diversamente abili, abili lo sono per davvero. «La cena - spiega il presidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Nuoro, Paolo Casula - si svolgerà completamente al buio. È vietato anche l’utilizzo di qualsiasi fonte di luce, quali cellulari e candele. Si tratta - assicura il presidente dell’Uic - di un’esperienza unica. Gli ospiti verranno accompagnati al proprio tavolo da guide non vedenti, che, oltre a servire la cena, sono a disposizione dei commensali per qualsiasi esigenza». Queste le istruzioni per l’uso: il menù è fisso; verrà servito senza che i partecipanti conoscano le portate; prenotazioni ai numeri: 0784 202801 e 202802; prezzo euro 23. Sarà un’occasione per cercare di capire. Perché dopo cena tutto ritornerà come prima.
- Federico Sedda

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • + Altri risultati