Balentes, la parola ai lettori

NUORO.Pubblichiamo oggi la seconda parte dei messaggini inviati dai lettori sul tema «Balente: un complimento o un insulto?»: dibattito aperto dopo un'intervista al sociologo Tonino Fancello, secondo il quale i veri «balentes» non esistono più.
«Coraggioso, saggio, generoso, leale, fedele alla parola data, senza doppiezza. Ecco il balente. Antonio Nuoro».
«Balente non ha più il bel significato di una volta, ora colui che è arrogante e prepotente e purtroppo di questi personaggi ce ne sono troppi in giro».
«I balentes sono anche quegli idioti che fanno ancora la caccia ai cinghiali. Mi auguro una prossima ribellione... dei cinghiali».
«Il termine balentia per me significa 'spocchiosità". E i nuovi balenti per eccellenza vanno ricercati nelle nuove leve nascenti».
«Non credo sia un complimento essere balente e poi comunque è una razza in via d'estinzione che è stata rimpiazzata da grezzi e delinquenti».
«Per uscire dal tunnel si deve iniziare a percepire l'altro, non solo se stessi. Si deve sentir il dolore provocato e non solo quello subito».
«Il vero balente: beve birra a manetta, stereo auto a tottu pompa e strombazza alle bone. Bobore».
«A lir narjere balentes a sor de homo, est a offendere aberu sor balentes de prima!»
«Il vero balente è Tonino Fancello con queste frasi ad effetto».
«Quelli di oggi sono pseudobalentes. Giovani che non hanno sviluppato, per varie ragioni, un sistema valoriale e comportamentale sano e moderno».
«Esistono i balentes, esisteranno sempre. Non parlo di gente che si sbronza o usa il velluto e imita i pastori. Viva terra antica e nobile d'animo».
«Il balente, una persona che non si rende conto di distruggere la propria vita. Non esiste più chi agisce con nobiltà d'animo! A. Irgoli».