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Saatchi e Meet, sentenza a gennaio


 CAGLIARI. Sui ricorsi contro l’annullamento della gara da 56 milioni per la pubblicità istituzionale presentati da Saatchi& Saatchi (uno) e da Meet Comunicazione (due) i giudici del Tar decideranno a gennaio.
 Nessuna data precisa per il deposito in cancelleria della sentenza e nessuna discussione in aula. Ieri mattina, nel corso dell’udienza, i legali della Saatchi & Saatchi hanno chiesto di intervenire ma il presidente Paolo Numerico ha tagliato corto: a meno di atti aggiuntivi rilevanti le 1300 pagine depositate dalle parti in causa sono sufficienti per decidere. Il presidente ha giudicato ininfluente sul merito della causa e sui tempi della sentenza anche il solo fatto nuovo avvenuto ieri: tutte le cinque aziende che hanno partecipato al bando insieme a Meet si sono costituite in giudizio. Il che - per Numerico - non cambia i termini della controversia, nata sulla scelta della responsabile del procedimento Michela Melis di annullare l’esito della gara d’appalto in regime di autotutela a causa di alcuni vizi procedurali riscontrati dopo l’approvazione della delibera con cui l’appalto era stato aggiudicato a Saatchi & Saatchi. Uno su tutti, che l’avvocato della Regione Giampiero Contu ha indicato come insuperabile: la testimonianza del segretario della commissione di gara Carlo Sanna, che ha riferito alla commissione regionale d’inchiesta di una votazione avvenuta nel corso dei lavori ma mai verbalizzata.
 E’ su questo punto che la dirigente Melis ha deciso di annullare la gara ed è sempre a causa di quella valutazione fantasma che Sanna, insieme a tutti i componenti la commissione, è indagato per falso dalla Procura della Repubblica. Secondo Saatchi e Meet - che su questo aspetto della vicenda si sono ritrovate a ricorrere insieme al Tar, pur essendo Meet la società seconda classificata con Twba e dunque la parte avversa della multinazionale anglo-milanese - la Melis avrebbe ecceduto nel proprio potere, perchè una volta aggiudicato l’appalto il suo compito era esaurito. Non solo: gli elementi sui quali si fonda la decisione di annullare la gara sono «atti esterni al procedimento» e di conseguenza - a giudizio degli avvocati Gianni Contu e Matilde Mura (per Meet) e Domenico Dodaro (per Saatchi) inutilizzabili dalla dirigente nella sua decisione. Opposto il parere della Regione, che considera il vizio legato alla mancata verbalizzazione un fatto «travolgente» rispetto ai limiti che le norme impongono alla funzione di responsabile del procedimento.
 La sentenza del Tar potrebbe entrare a far parte anche dell’inchiesta giudiziaria sul caso Saatchi condotta dal procuratore aggiunto Mario Marchetti, ormai vicinissima alla conclusione, con sette indagati: parte degli atti prodotti davanti ai giudici amministrativi sono infatti comuni a quelli acquisiti dalla Procura per il procedimento penale e le valutazioni del collegio presieduto da Numerico potrebbero interessare il magistrato inquirente.
 Intanto è stata rinviata al 16 gennaio l’udienza Tar sul ricorso per l’affidamento del progetto del sistema informativo sanitario integrato regionale (Sisar). Ieri si è tenuta la prima udienza in camera di consiglio sull’istanza presentata da Reply Spa per l’annullamento della gara affidata dalla Regione a un raggruppamento temporaneo di imprese composto da ‘Engineering Sanità enti locali Spa’ e ‘Telecom Italia Spa’, che si è aggiudicata l’appalto con un importo di 19,9 milioni di euro. Anche su questa gara la Procura ha aperto un’inchiesta.
- Mauro Lissia