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Due chimici segnalati alla magistratura


 SASSARI. Si allarga il cerchio delle indagini sulle analisi arrivate due anni fa all’Azienda sanitaria locale 1, negative circa la presenza di diossine e altri veleni nello specchio d’acqua antistante il petrolchimico. Il Noe, nucleo operativo ecologico dei carabinieri impegnati nella tutela dell’ambiente, ha segnalato due autorevoli esperti alla magistratura.
 Si tratta di Piero Mulas, docente di Chimica analitica e applicata all’Università di Cagliari, titolare del laboratorio «Sardinia Service»; e di Giuseppe De Luca, fino a poco tempo fa responsabile del Presidio multizonale di prevenzione dell’Asl. Il Pmp nel 2005 avrebbe dovuto eseguire le analisi nell’ambito di un piano di caratterizzazione del sito di bonifica di interesse nazionale di Porto Torres. Non potendo fare tutti gli accertamenti, per mancanza di strumentazione adeguata, il Pmp incaricò «Sardinia Service».
 Mulas è già indagato per falso. I carabinieri hanno ravvisato nel comportamento di De Luca gli estremi della presunta omissione di atti d’ufficio. Questo perché, stando agli accertamenti, il dirigente del Pmp sapeva che il laboratorio di Mulas non aveva le strumentazioni adatte per eseguire alcune analisi. Eppure non segnalò la cosa e si comportò come se il laboratorio fosse attrezzato.
 Adesso sarà il sostituto procuratore Michele Incani, titolare delle inchieste sull’inquinamento industriale a Porto Torres e sul sistema delle analisi, a valutare la relazione del Noe e a decidere se iscrivere Mulas e De Luca nel registro degli indagati.
 Il nucleo operativo guidato dal capitano Umberto Rivetti ha concluso l’attività di indagine delegatagli dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sul piano di caratterizzazione dell’area Syndial ex Enichem. È la svolta dopo le indiscrezioni sul coinvolgimento di Mulas in una inchiesta per falso. Il «Sardinia Service» è accreditato dal Sinal (sistema nazionale per l’accreditamento dei laboratori) per tante analisi, ma non ha i titoli per eseguire le ricerche su diossine e policlorobifenili.
 Nonostante questo, due anni fa il Pmp affidò alla Sardinia Service anche l’esecuzione di analisi sulla eventuale presenza di quel tipo di veleni. Esami che la società di Piero Mulas fece fare ad Amburgo con esito negativo. Da qui il sospetto di «avere attestato falsamente, nei referti analitici, l’effettuazione di indagini tecniche mediante l’utilizzo di idonea strumentazione pur essendone privo». Giuseppe De Luca, invece, sarà chiamato a dare spiegazioni circa il fatto «di avere individuato - si legge nel comunicato del Noe - il laboratorio quale esecutore delle prestazioni analitiche, non eseguibili dal Pmp di Sassari, pur essendo a conoscenza della mancanza della strumentazione che consentiva le analisi ad alta definizione da parte del laboratorio privato».
 Con un sistema ad alta definizione sono state, invece, eseguite le analisi che nel 2006 consentirono ai consulenti del pm Michele Incani di accertare l’altissima concentrazione di diossine e altri veleni nelle parti molli dei pesci pescati nel porto industriale di Porto Torres. Analisi in netto miglioramento nella seconda fase degli accertamenti e tuttavia ancora preoccupanti.
 L’inchiesta della magistratura potrebbe avere trovato il bandolo della matassa di apparenti incongruenze lavori, nei risultati delle diverse analisi sull’inquinamento a Porto Torres. Contrariamente a quelle fatte dai consulenti della Procura, le verifiche delegate dalla «Sardinia Service» al laboratorio di Amburgo sarebbero state fatte con un sistema a bassa definizione.
- Daniela Scano