La Nuova Sardegna — 31 ottobre 2007
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sezione: ORISTANO
SANTANTIOCO. «È importante acquisire ulteriori documenti sullorigine della nostra città». Per questo motivo il responsabile dellArchivio Storico Comunale, Marco Massa, propone di organizzare una seconda missione allarchivio dellOrdine Mauriziano a Torino. «Lordine Mauriziano - spiega Massa - ebbe la commenda sullisola tutta dal 16 settembre del 1759 fino alla dismissione dei feudi nel 1869, oltre un secolo di vita durante il quale i differenti documenti relativi alla comunità, venivano raccolti negli archivi dellOrdine. Tra laltro vi è il rischio che lo stesso Ordine Mauriziano sia soppresso ed a questo punto gli archivi possono essere trasferiti ad altra struttura e diventerebbe difficilissimo poterli consultare per molti anni. Si tratta di carte essenziali per la vita della nostra comunità. Una prima spedizione a Torino fu fatta nel 2005, si tratta ora di ripetere lesperienza e di portare a casa almeno le copie delle carte che ci riguardano così da vicino». La prima spedizione si rese possibile grazie ad un finanziamento regionale, si tratterebbe di ripetere lesperienza. La documentazione si riferisce allintera isola perché la proprietà dellisola era rivendicata dalla chiesa e dai Savoia per cui si decise salomonicamente di affidarla allOrdine dei Santi Maurizio e Lazzaro come terza parte garante degli interessi di entrambi. Massa ricorda che proprio la proprietà feudale dellisola, che lordine sfruttava attraverso contratti di sub infeudamento, quali quelli attribuiti al Conte Porcile per lo sfruttamento delle saline, diede ai Savoia il diritto di fregiarsi del titolo di Conti di SantAntioco, che ancora dovrebbe possedere Emanuele Filiberto. E così si viene a sapere che SArruga e su conti Via Cavour attualmente, non era definita in questo modo per il Conte Cavour ma proprio in ricordo del Porcile. I documenti riguardano anche la comunità di Calasetta, ad esempio la Tonnara di Calasapone, che allora ricadeva nel territorio di quel comune, con il diploma regio che consentiva la pesca del tonno; tutta la pratica relativa al riscatto del feudo; la pratica delle saline, con gli usi civici consentiti, si ricorda Sa Salinae is Animas quella nella quale si poteva raccogliere il sale per uso civico. Sono molte anche le mappe, come quella relativa al Piano della Chiesa, il terreno che si trovava a Su Narboni, uno dei terreni migliori dellisola, che la chiesa concedeva ad alcuni agricoltori. E si trova anche la documentazione relativa al censimento prima della fondazione della comunità, operato dal luogotenente Calamandrana, secondo il quale nel paese nel 1754 si trovavano 17 botteghe, 49 case, 31 capanne e 2 grotte abitate per complessive trecentodue persone, oltre a vari animali dallevamento, capre, pecore, vacche e cavalli, e ad animali selvatici, fra cui cavalli e cinghiali. Un intero armadio di documenti relativa allisola di SantAntioco ed alla sua storia dovrebbe quindi essere trasferito in copia presso gli archivi storici del nostro comune. Ci sono anche altri documenti relativi alla festa del santo ad esempio, che si trovano, oltre che negli archivi del vaticano e della Curia di Iglesias e larchivio della cattedrale di Santiago di Compostela, in Spagna. Carlo Floris