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Teatro, Vito rilegge Garibaldi ed Eva Robin’s Carlo Goldoni


 CAGLIARI. Con Garibaldi narrato da Vito, la comicità alcolica di Donati & Olesen, un Goldoni visto dalle serve di casa con Eva Robin’s, Il Teatro Libero di Palermo, la ricerca di Motus e il nuovo spettacolo di Pierfranco Zappareddu torna da giovedì 8 novembre il Festival D’Autunno al Teatro delle Saline. Quasi in contemporanea arrivano anche cinque appuntamenti domenicali con «Famiglie a teatro», dal 4 novembre sino a Natale. Mentre è già in piena attività la programmazione per le scuole elementari e medie «con una domanda che supera l’offerta», come ha sottolinea Lelio Lecis dell’Akroama che ha parlato di «crescita esponenziale dell’interesse delle nuove generazioni per il teatro». Un elenco di elementi positivi che non lascia però sereno il regista di Akròama quando ricorda, con amarezza e sdegno, i notevoli tagli di risorse regionali subiti nell’ultimo triennio con «conseguente riduzione del personale del 10%», e il necessario sforzo per proporre comunque un cartellone in grado di soddisfare le esigenze del pubblico. Cartellone che si apre con «Se Garibaldi scende da cavallo» (8 e 9 novembre). Stefano Bicocchi, in arte Vito, terrà una “lezione” di storia sull’Eroe dei Due Mondi ma, fra esilaranti siparietti storici, sarà inevitabilmente costretto a misurarsi con la grandezza dell’uomo e soprattutto con la sua intransigenza morale. «Si riflette, si ripassa la storia. E soprattutto si ride». A seguire, il 15 e 16, lo spettacolo del duo, ben conosciuto dal pubblico delle Saline, Donati&Olesen. «Per colpa di Bacco», scritto e interpretato con Cristian Massas è un viaggio in forma di conferenza-degustazione attraverso i «settemila anni di storia del vino», che i personaggi, un po’ clown un po’ ciarlatani trasformano in pantomima e concerto ad alto tasso alcolico. Scritto da Alessandro Fullin, che lo interpreta insieme a Eva Robin’s ed Emanuela Grimalda, «Le serve di Goldoni», con la regia di Andrea Adriatico, racconta la vita del celebre drammaturgo veneziano, il suo viaggiare, i suoi incontri con regine e popolane, dal punto di vista di quattro curiose e invadenti serve (in scena il 29 e 30). La programmazione di dicembre comincia il 6 e 7 con «Hilda», dialogo e gioco di potere tra una cameriera e la sua padrona scritto dall’autrice franco-senegalese Marie NDiaye, nuova produzione del Teatro Libero di Palermo, regia di Beno Mazzone. Il 13 e 14 dicembre va in scena «Rumore rosa» dei Motus, una delle compagnie italiane più attive nella ricerca di combinazioni tra le forme espressive. Nel percorso ideato da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, tre donne di diverse età «parlano-cantano d’amore e d’abbandono». Il festival si chiuderà il 28 e 29 dicembre con Domus de Janas Teatro che presenta il nuovo spettacolo del regista Pierfranco Zappareddu «Ingannevole è il cuore», storia di donne, «visioni del femminile in un mondo dove gli uomini sono presenze portatrici di dolore».
- Roberta Sanna