L'anno magico di Claudia Pinna

SASSARI. Il 2007 è stato l'anno magico di Claudia Pinna, prima delusa dalla maratona e poi ripagata da questa gara che rimane il suo grande sogno. Lo scorso anno era stata incoronata, alla tradizionale festa dell'atletica sarda, reginetta dell'atletica isolana ma se le avessero predetto un'annata agonistica come questa non ci avrebbe certo creduto. Claudia Pinna, trentenne con laurea in farmacia, è di San Gavino, dove è cresciuta atleticamente vincendo anche un titolo italiano allieve di cross nel 1994 a Milano.
Allenata da Antonello Podda, da una vita nel Cus Cagliari, in questa stagione ha davvero trovato una nuova dimensione. Anche nel lavoro ora c'è qualche sicurezza in più, sta ultimando a Sabaudia il corso per agente forestale, ma il recente 30º posto ai campionati mondiali di corsa su strada di Udine della scorsa settimana, con il personale sulla distanza della mezzamaratona letteralmente frantumato con 1h12"44 (precedente primato su questa distanza dei 21,097 Km 1h14'11" stabilito a Bologna il 2 settembre), la colloca su un piano tecnico notevole.
A una settimana dalla gara del mondiale di Udine ha ancora segni di incredulità: «Non mi aspettavo minimamente questo risultato. In settimana mi sentivo molto stanca: ho iniziato a correre forte da maggio e ancora non riesco a credere di riuscire a fare questi risultati». Come è stata la gara? «Era un bel percorso che invogliava a correre, anche se io non credo molto a questa storia dei percorsi facili, conta la gamba, ma c'erano anche le condizioni climatiche e ambientali favorevoli. Una situazione complessivamente ottimale».
Lo straordinario risultato di Udine fa seguito a un'annata straordinaria per la pluriprimatista sarda del mezzofondo (con i record stabiliti quest'anno dei 3000 in 9'17", dei 5000 in 16'07" e dei 10.000 in 33'41"59), e che agli assoluti si era laureata campionessa italiana dei 5000 e bronzo nei 10.000. A trent'anni si aspettava di correre cosi forte? «Dopo aver corso in primavera la maratona di Roma mi son demoralizzata e pensavo di fare una brutta stagione. La preparazione invernale fatta per questa specialità poi mi ha portato a cogliere questi risultati dalla seconda parte della stagione in poi».
Quale è stato il punto di svolta tecnico di questa fantastica annata? «Mi son sbloccata ai societari dove ho corso i 1500 e i 5000 in 4'27" e 16'23", tempi che non mi aspettavo assolutamente. Da là in poi in gara mi trovavo ad avere sempre buone sensazioni». Titolo italiano dei 5000, bronzo dei 10000, nazionale di corsa su strada e trentesimo posto al mondiale con un tempo di assoluto prestigio. Come si sente in questa nuova dimensione? «Ripagata da tanti sforzi e sacrifici fatti, e non solo quest'anno». Ora cosa si aspetta per la prossima stagione? «Tenterò ancora l'avventura nella maratona che è una gara con un fascino particolare e che mi attrae molto».
Roberto Spezzigu