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Firme contro la pena di morte

 SASSARI. Il gruppo sassarese di Amnesty International ha promosso mercoledì scorso, in piazza Castello, una raccolta di firme sulle petizioni contro la pena di morte. Proprio in quella data si è celebrata con significative mobilitazioni la Giornata mondiale contro la pena capitale. «L’iniziativa della raccolta di firme è in favore della moratoria su quella che è la massima negazione dei diritti umani - sottolinea il gruppo locale di Amnesty - Quest’anno, l’associazione e altre 52 organizzazioni che fanno capo alla Coalizione mondiale contro la pena di morte si prefiggono di raccogliere consenso a sostegno della risoluzione per una moratoria universale sulle esecuzioni capitali, che verrà adottata dall’Unione Europea e da altri paesi nella sessantaduesima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni unite. Tutto questo in coerenza con la posizione assunta dall’Italia, che guida una campagna di moratoria universale della pena di morte. Il 24 settembre, il nostro paese, insieme con altri stati europei, ha presentato all’Onu la richiesta di porre fine alle esecuzioni che ancora, in diverse parti del mondo, fanno seguito alla condanna a morte. E lo scorso 25 settembre il Parlamento ha finalmente eliminato dalla Costituzione la possibilità di reintrodurre la pena di morte». Ci si trova davanti a dati che, nel 2006, vedono le esecuzioni capitali in 27 paesi. Il 91 per cento delle stesse ha avuto luogo in sei stati: Cina, Iran, Pakistan, Iraq, Sudan e Usa. Il record dell’orrore è della Cina, dove si calcola che siano state eseguite, nel 2006, oltre cinquemila condanne a morte. Con la raccolta di firme la sezione di Sassari di Amnesty vuole dare spinta a una sensibilizzazione che coinvolga cittadini disposti a farsi parte attiva nell’impegno dell’organizzazione a garanzia dei diritti umani. (m.d.)