01 agosto 2007 —
pagina 07
sezione: Sardegna
CAGLIARI. Sette miliardi e mezzo di vecchie lire destinati alla ricerca scientifica nel «carbone pulito» del Sulcis, impiegati in investimenti ad alto rischio. Stavolta il ciclone Fideuram (la banca daffari coinvolta nellinchiesta che ruotava attorno a Gabriella Ranno) ha travolto la Sotacarbo.
Prima era stata la volta di Arst, Isola, Igea e Fiera di Cagliari tutti enti scoperti a impiegare il proprio capitale pubblico in pacchetti Fonditalia. In vista del processo a sedici imputati tra amministratori e politici fissato per settembre, il sostituto procuratore Giangiacomo Pilia ha concluso anche la tranche dinchiesta che riguarda la Società Tecnologie Avanzate per il Carbone, un centro studi sul futuro del fossile.
Secondo le indagini della Guardia di Finanza, il presidente del Cda Mario Porcu (ricercatore di Carbonia) e il direttore generale Eugenio DErcole (originario di Lecce ma residente a Milano) hanno impiegato sette miliardi e seicento milioni di vecchie lire di capitale in pacchetti Fonditalia - gli stessi proposti dalla Ranno - in violazione dello statuto e della stessa legge costitutiva del 1985. Gli investimenti risalgono al maggio 2001 e sono stati effettuati in due tranche: quattro miliardi e trecento milioni il 3 maggio e tre miliardi e trecento milioni il successivo 23. Il tutto, grazie allintermediazione di due promoter della banca daffari romana (che ora gravita nel gruppo Intesa-San Paolo): Salvatore Vinci di Carbonia e Gianfranco Peri, di Cagliari.
Per i quattro, difesi dai penalisti Francesco Angioni e Cristiana Desogus, laccusa individuata dal pm Pilia è di concorso in peculato: in sostanza, Porcu e DErcole, da dirigenti di una società a capitale pubblico, si sarebbero «appropriati» (in senso figurato) del capitale per deciderne limpiego in strumenti finanziari ad alto rischio, senza badare alle limitazioni imposte dallo statuto. Ma i difensori assicurano che i due dirigenti-ricercatori hanno agito nel massimo rispetto della carta istitutiva dellente.
In autunno, alla ripresa delle attività giudiziarie, gli indagati potranno chiedere al pm di essere interrogati per chiarire la propria posizione.
La Sotacarbo è nata come ente statale, fondato nel 1987 con lo scopo di sviluppare nuove tecnologie per rivitalizzare il comparto minerario del Sulcis. Inizialmente, lente apparteneva ad Enel, Eni ed Enea, ma dal 1999 alle prime due aziende è subentrata come azionista la Regione Sardegna.
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Elena Laudante