Nuoro tagliata dalla rete


NUORO. Nuoro è l'unico capoluogo di provincia in tutta Italia che non è servito dalla rete ferroviaria a scartamento ordinario. Anche quando, storicamente, si tentò di far proseguire il collegamento Macomer-Nuoro, verso la fine dell'Ottocento, per Orgosolo-Oliena-Orosei-Siniscola-Terranova (in seguito Olbia).
Successivamente le ferrovie furono date in concessione alle 'Secondarie", alle 'Complementari o Strade Ferrate Sarde" che operavano nei compartimenti di Cagliari, Macomer e Sassari. Facevano eccezione le Ferrovie Primarie o Reali, divenute poi Ferrovie dello Stato.
La prima tratta della linea ferroviaria a scartamento ridotto in provincia di Nuoro data 26 febbraio 1888, con la Bosa-Macomer-Tirso (73,350 km); il 26 gennaio del 1889, invece, fu il turno delle Tirso-Orotelli (15,529 km), e solo il 6 febbraio dello stesso anno la Orotelli-Nuoro (21,580 km), utilizzando le locomotive alimentate col carbone Cardiff. Dopo il 1945 alle stesse locomotive fu sostituito il forno di ghisa con uno in acciaio, allo scopo di utilizzare il carbone estratto in Sardegna, mentre l'illuminazione veniva assicurata con fanali a petrolio. La potenza di traino era di 70-80 tonnellate: a seconda del tratto che si doveva percorrere. La velocità massima di 60-65 km all'ora.
Le 'Secondarie" incominciarono a funzionare verso il 1884 con la Cagliari-Arbatax, Mandas-Sorgono, Gairo-Jerzu, Macomer-Bosa, Tirso-Chilivani e la Macomer-Nuoro. L'inizio della gestione delle Ferrovie Complementari, oggi Ferrovie della Sardegna, risale al 1914. Le carrozze erano dotate di gabinetto, in alcune era presente la prima classe con i sedili imbottiti. Altre con la sola 3ª classe, avevano i sedili in legno.
Le Ferrovie Secondarie possedevano due tipi di locomotive, la Kassel e la Wintenthur. Quest'ultime furono utilizzate fino al 1962, insieme alla Koppel e la Mallet con potenza di traino di 75-80 tonnellate. Poi, con la nuova stazione realizzata in via Lamarmora, arrivarono i locomotori diesel.
Il percorso tortuoso ha sempre limitato la velocità e quindi condizionato i tempi di percorrenza tra Macomer e Nuoro. La gestione migliorò dopo i lavori di rettifica del tracciato e di una serie di brutte curve. Successivamente, verso la fine degli anni Ottanta, gli ingegneri Josto Musio, Gianpaolo Falchi, Paolo Ritossa, Francesco Angioi e Pasquale Carotti, presentarono alla Regione, attraverso il Consorzio Asi della Sardegna Centrale, un progetto da inserire nel Piano Regionale Trasporti, proponendo diverse varianti di tracciato della dorsale ferroviaria, e più in particolare nel tratto tra Macomer e Bortigali, anche in relazione alla presenza della zona industriale di Tossilo. Ciò anche per connettere la regione urbana nuorese e barbaricina al sistema della mobilità regionale, con tutti i conseguenti benefici. Il progetto, purtroppo, è rimasto lettera morte, cosi come quello per la realizzazione di uno scalo-merci nella zona industriale di Pratosardo. L'obiettivo del Comune è razionalizzare il collegamento tra Nuoro e Macomer, portando la ferrovia ordinaria in città, verso il centro oppure nella zona industriale di Prato. In quest'ultimo caso, attraverso una metropolitana di superficie. L'idea è piaciuta a Renato Soru, che ha promesso di considerarla, impegnando alcune decine di milioni di euro.

Antonio Bassu