sabato 20.03.2010 ore 18.05

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Processionaria, rivolta degli allevatori

 BERCHIDDA. Monta la protesta per la campagna contro la processionaria. Nei giorni scorsi si sono alzati in volo gli elicotteri per bloccare l’attacco del dannoso bruco che in questo periodo attacca le sugherete andando a danneggiare una delle economie più importanti della Gallura.  La processionaria, così viene definito il tanto temuto parassita, schiude i suoi boccioli proprio in questo periodo e l’intervento che le istituzioni dovrebbero compiere è proprio quello di riuscire a debellare quanto più possibile i temuti bruchi.  Questo però, a quanto pare, non è stato fatto in quest’ultima settimana. Dopo i primi voli fatti all’interno del territorio di Monti, hanno fatto seguito, sabato e domenica, quelli nel comune di Berchidda.  Ieri mattina però, nella campagna di Sergio Gaias, allevatore di Berchidda che ha il suo terreno in zona Badu ‘e Mela al confine con Monti, si è tenuta in conferenza stampa di protesta per il parziale lavoro di prevenzione fatto nei giorni scorsi.  Qualcosa in più rispetto alla totale assenza dello scorso anno ma che, a quanto pare, poco serve poiché fatto solo in alcune zone del territorio comunale.  «Un lavoro a fatto a macchia di leopardo - ha detto il rappresentante provinciale della Coldiretti Fausto Sanna - a poco serve poiché si lasciano scoperte ampie zone del territorio». Zone dove poi il bruco va a depositare le uova per il prossimo anno.  «Sono già alcuni anni - ha detto Sergio Gaias - che non vediamo più un lavoro capillare su tutto il territorio e a rimetterci siamo tutti quanti. È inutile selezionare alcune zone del territorio, così non si riesce a debellare il problema».  A queste parole ha fatto eco l’assessore comunale all’agricoltura Aldo Aini. «È un paradosso che - ha detto il rappresentante dell’amministrazione - se parliamo di rispetto dell’ambiente sia poi proprio un parassita a distruggere il lavoro degli agricoltori e degli allevatori».  Era presenta anche il Gian Mario Marongiu, rappresentante del movimento del cacciatori. «La Provincia ha approvato i Sic e le Zps, costruendo costosi carrozzoni e poi non si trovano i soldi per salvaguardare l’ambiente dove lavorano i nostri allevatori».  L’evoluzione della vita del bruco fa si che sia sensibile all’insetticida (comunque non dannoso per altre specie animali) entro i suoi primi dieci-quindici giorni di vita, oltre i quali è inutile spargere nessun pesticida. Quest’anno la Regione ha deciso di programmare 1 milione e 200 mila euro (per il prossimo triennio) da suddividere tra le otto province delegando a Nuoro il ruolo di coordinare i fondi. Alle province il ruolo di individuare le aree delle sugherete e all’Università, in questo caso quella di Sassari, di bilanciare soldi, aree e interventi da effettuare.  A quanto pare, qualcosa non sta funzionando in questo meccanismo poiché la processionaria continua nel suo cammino. - Maurizio Porcu

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