sabato 20.03.2010 ore 18.05

ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

L'atto finale della Comunità montana

 OLBIA. Comunità montana, addio. Per la Cm4 “Riviera di Gallura” è tempo di saluti e di ricordi: si chiude un capitolo lungo venticinque anni e se ne apre un altro nuovo voluto dalla giunta Soru, quello delle Unioni dei comuni. Un riordino piuttosto complesso che ridisegna l’attuale assetto territoriale attraverso la soppressione degli enti montani e la creazione di nuove aggregazioni fra comuni. La data stabilita per lo scioglimento delle comunità montane è fissata per il 23 marzo, ma la parola fine per l’ente guidato da Gianfranco Pinducciu, è stata messa ieri: nella sede di via Nanni, il consiglio comunitario si è riunito per l’ultima volta. Giusto il tempo per votare due provvedimenti rimasti ancora sul tavolo (104 mila euro da destinare a Golfo Aranci, e una macchina che verrà ereditata dall’Unione dei comuni), e per fare i saluti. «Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di fare questa esperienza - ha detto Pinducciu, emozionato -. Un’esperienza che è stata gratificante anche umanamente. Ritengo che questa giunta abbia lavorato molto, soprattutto a beneficio dei comuni montani. In proposito, vorrei ricordare il patto agricolo grazie al quale sono state finanziate 97 imprese e creati 170, 180 nuovi posti di lavoro». Soddisfazione è stata poi espressa per gli ex dipendenti della Cm4 «tutti transitati alla Provincia - ha detto -, a differenza di altre comunità montane i cui lavoratori non conoscono ancora il proprio futuro occupazionale». E a nome del personale, presente alla seduta, il segretario generale Paola Luciano ha consegnato al presidente una pergamena ricordo e un dono.  Sulla Cm4 è calato, dunque, il sipario. Si apre adesso una nuova era suggellata dalla legge regionale approvata nell’agosto del 2005, criticata da più parti e anche dallo stesso Pinducciu. Una realtà ancora non del tutto chiara. Fino a ieri non era ancora ben definito neppure il futuro riassetto territoriale: le tre Unioni dei comuni che si stavano inizialmente delineando potrebbero infatti diventare due. Certo è che il tempo stringe, e le decisioni dovranno essere prese in questi giorni: le amministrazioni comunali che ricadono nell’ambito della vecchia Cm4 dovranno fare la loro scelta e deliberare a quali comuni aggregarsi sulla base di affinità territoriali, culturali ed economiche.  Intanto, l’ex presidente conferma la volontà già espressa dalla Comunità montana che tutti i beni di proprietà dell’ente, sede compresa, passino all’ente che si sta costituendo. La normativa prevede infatti che i beni vengano riassegnati seguendo un preciso ordine: alle comunità montane residue nel caso ce ne siano, oppure all’Unione dei comuni, o, in terza battuta, alle Provincie.  «Il consiglio della comunità montana Riviera di Gallura ha già deliberato in proposito - conclude Pinducciu -: chiediamo che la sede di via Nanni, costruita con il contributo economico di tutti i comuni della Bassa Gallura, venga assegnata all’Unione dei comuni, così come i numerosi beni che l’ente possiede». - Tiziana Simula

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