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Sugherete a rischio per la processionaria

 BONO. «Sulla disinfestazione delle sugherete il ministero ha sciolto la riserva. La Provincia ha stanziato le somme necessarie?». A porre il quesito al presidente Alessandra Giudici e all’assessore all’Agricoltura sono i consiglieri Daniele Cocco e Piermario Manca, i quali da tempo reclamano interventi efficaci contro i lepidotteri defogliatori che arrecano danni enormi al patrimonio boschivo del Goceano e del Monte Acuto. Un fenomeno che, dopo essere stato debellato, si è ripresentato da qualche anno.
 E questo è avvenuto in coincidenza con il divieto del ministero della Sanità all’uso del «Bacillus Turingensis”, sino ad allora irrorato con mezzi aerei su vaste aree dei due territori più ricchi di boschi di sughera. Nonostante gli ottimi risultati conseguiti dal trattamento suggerito dai tecnici dell’università di Sassari e in particolare dal professor Pietro Luciano, il ministero, resosi conto che il prodotto usato non era stato registrato, non aveva autorizzato l’effettuazione della lotta alla processionaria per l’annata 2006. Ma nei giorni scorsi quel divieto sarebbe decaduto.
 «Abbiamo avuto conferma - scrivono nella nota i due consiglieri di maggioranza - che in data 8 febbraio presso il predetto ministero è stato registrato il prodotto fitosanitario a base di “Bacillus Turingensis” identificato con il nome commerciale di “Forai 48b”, prodotto dalla Abot. Con la registrazione di questo prodotto è stato autorizzato un utilizzo con mezzi aerei per 120 giorni l’anno e la Regione, come interlocutore unico del ministero, convocherà una conferenza di servizio entro il corrente mese di marzo per coordinare gli interventi nel territorio isolano».
 Dopo tale premessa. Cocco e Manca ricordano che il consiglio provinciale «a più riprese e all’unanimità ha espresso il chiaro indirizzo politico di intervenire non solo in modo saltuario ma con un programma pluriennale nella lotta alla “Limantria Dispar”».
 Una volontà che teneva conto dell’importanza che le sugherete rivestono non solo sotto il profilo ambientale ambientalee paesaggistico, ma anche sotto l’aspetto economico per le innumerevoli aziende agricole della provincia.
 Un dato quest’ultimo che trova conforto nella consistenza delle superfici interessate dalla coltura: 9.659 ettari nel Monte Acuto e 6.800 nel Goceano. Una volta superati gli ostacoli, per i due consiglieri provinciali è divenuto urgente conoscere se la provincia è in grado di mantenere gli impegni assunti.
 «Si sono previste nel bilancio 2007 le risorse finanziarie? Si sono individuate le zone di intervento? L’assessorato provinciale si è attivato con la Regione e con le ditte produttrici per prenotare il principio attivo da utilizzare nella campagna di disinfestazione che dovrebbe essere effettuata nei mesi primaverili? È stato previsto un intervento pluriennale per debellare radicalmente il fenomeno che rischia di danneggiare irrimediabilmente una risorsa irrinunciabile delle aree interne della provincia?». (m.f.)

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