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Il caso Tuvixeddu: cantieri chiusi, settanta licenziamenti

 CAGLIARI. Legambiente si complimenta con la Regione per il lavoro della commissione al Paesaggio. I sindacati, invece, piangono. La Cgil-Fillea (Enrico Cordeddu), la Cisl-Filca (Gianni Abis) e la Uil-Feneal (Gianni Olla) lamentano settanta licenziamenti già effettuati da parte delle aziende che si trovano nell’area interesata ai nuovi vincoli.
 Legambiente sottolinea che la commissione ha messo «in pratica quanto disposto dal codice Urbani» e dà un «giudizio altamente positivo» sul lavoro svolto «che trasforma il vincolo paesaggistico del 1997» dando disposizioni su tutto il colle di Tuvixeddu, nella cui area si trova anche la necropoli punico-romana. «Siamo anche consapevoli - afferma l’organizzazione ambientalista - che quanto deciso dalla commissione non è immediatamente prescrittivo stante la necessità di affissione all’albo del comune di Cagliari. Pertanto si apre adesso un periodo di discussione pubblica che vedrà impegnata la nostra associazione a promuovere tutte le iniziative possibili perchè il deliberato della commissione diventi operante». Il tutto con l’obiettivo, in tempi rapidi, «di un grande parco archeologico-ambientale di livello Mediterraneo che tante volte abbiamo richiesto».
 In parallelo, però, resta «un problema non risolto - lamentano i sindacati - il fatto che le società che stanno effettuando i lavori in quell’area si sono trovate coi cantieri chiusi. E quanto è stato deciso non ha risolto il problema. Settanta persone sono già state licenziate e non messe in cassa integrazione. E di queste, 29 sono interessate ai lavori di recupero del teatro Massimo, che è al di fuori dell’area di Tuvixeddu». Ventisei sono i dipendenti che si sono ritrovati senza lavoro per il blocco del cantiere interessato alla strada che da via Is Mirrionis arriva sino a via Is Maglias e altre 15 sono state licenziate dal cantiere che stava lavorando sul parco archeologico. «Noi avevamo firmato anche un documento congiunto con la Regione - continuano i sindacati - ma ci sembra che la questione dei posti di lavoro sia sfuggita di mano. Il paradosso è che i lavori penalizzati riguardano appalti fatti dal settore pubblico. Chiediamo che la Regione si faccia carico della situazione, come aveva promesso». (r.p.)