domenica 21.03.2010 ore 23.58

ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Premio al libraio Dessena in un concorso letterario

 TEMPIO. Non è un caso unico, ma costituisce una rarità. Sono pochi, in effetti, i casi di librai che i libri non solo li vendono, ma sanno anche scriverli. È il caso di Massimo Dessena (foto), libraio di Tempio, promotore di numerose iniziative culturali (dagli incontri del caffè letterario alla fondazione dei presidi del libro), vincitore di un concorso in cui ha dovuto superare una nutrita concorrenza. Dessena ha primeggiato con il suo racconto nell’edizione regionale 2006 di “Parole in corsa”. Un concorso indetto dalle Ferrovie dello Stato che, grazie al titolo invitante, ha attirato l’attenzione di un gran numero di concorrenti. I racconti migliori, compreso quello di Dessena, sono stati inseriti in una antologia, distribuita in tutta Italia con un’elevata tiratura. A chi ora un pò scherzando gli chiede se passerà dall’altra parte, facendo lo scrittore per professione, lui risponde schermendosi, un pò intimorito dalla curiosità che il buon esito di un premio può attirare attorno a chi se lo è aggiudicato.  «Scrivere queste cose - dice - è semplicissimo e non bisogna mai prendersi troppo sul serio». Perché scrivere allora? «Perché è divertente, più di quanto si possa credere». E divertente è anche la trama del breve racconto, piacevole per il suo ritmo incalzante, con il quale Massimo Dessena ha convinto la giuria. Prendendo alla lettera l’invito contenuto nel bando del concorso, ha costruito una storia spassosa sui tentativi di un viaggiatore di prendere senza biglietto un pullman. Nessuna ragione è riuscita a persuadere il conducente del bus, costringendo il protagonista del racconto, tra mille difficoltà (esercizi chiusi, esaurimento dei ticket e la burbera severità dell’autista), a servirsi di un mezzo alternativo. Ironia della sorte ha voluto che il premio del concorso consistesse, oltre che nella pubblicazione del racconto, nell’assegnazione di una tessera di libera circolazione. A una cosa tiene il vincitore, e cioè spiegare le ragioni per le quali bisognerebbe non scartare mai l’idea di partecipare a un concorso, anche per sostenere gli sforzi di chi lo organizza. «È la prima volta e - garantisce - non sarà l’ultima». - Giuseppe Pulina

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