ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Uno stillicidio di attentati


 CAGLIARI. Due attentati nello stesso giorno: è già accaduto. Il 26 gennaio del 2005. Nella notte, salta per aria una Y10 imbottita di esplosivo e parcheggiata nel piazzale sotto le mura di Buoncammino. Alla stessa ora, a Quartu, un tubo-bomba distugge il cancello d’ingresso della villetta di uno dei poliziotti sardi rinviati a giudizio per il pestaggio dei no-global nella caserma Bolzaneto, a Genova, nei giorni del G8.
 I due attentati del 26 gennaio 2005 non sono stati mai rivendicati. Almeno ufficialmente. Più volte gli investigatori hanno ipotizzato questa o quella matrice terroristica ma è mancato il volantino che confermasse i sospetti sulla paternità delle bombe nel piazzale di Buoncammino e a Quartu. Anche se all’epoca il Viminale, ministro Giuseppe Pisanu, fu pronto ad attribuire le azioni ai gruppi antagonisti clandestini e in particolare “alla saldatura anarco-insurrezionalista”. Ma il teorema è rimasto tale, almeno negli atti della Procura distrettuale antiterrorismo.
 Queste le altre tappe della escalation: dal 2001 al 2005.
 6 febbraio 2001: un gruppo di rapinatori tenta di assaltare una gioielleria a Luras, nel nordest della Sardegna, secondo gli inquirenti con l’obiettivo di mettere assiene i fondi per la lotta armata. La banda è intercettata e bloccata da una pattuglia dei carabinieri.
5 settembre 2001: a Cagliari, in via Mameli, gli artificieri disinnescano in extremis un micidiale ordigno davanti alla sede della Deutsche Bank.
26 settembre 2002: la prefettura e la sede della Confindustria di Nuoro sono gli obbiettivi scelti dai Nuclei proletari per il comunismo e dall’Organizzazione indipendentista rivoluzionaria. Le bombe restano inesplose.
18 aprile 2003: il bersaglio questa volta è la sede oristanese del fast food McDonald’s.
18 agosto 2003: i terroristi sono in Costa Smeralda e abbandonano un ordigno inesploso nella piazzetta di Porto Cervo.
3 novembre 2003: un pacco bomba (non esploderà) mette paura agli impiegati della prefettura di Cagliari.
23 dicembre 2003: a Oristano una pattuglia della Guardia di finanza trova un cilindro metallico con 400 grammi di gelatina vicino alla casa del presidente della Provincia, Mario Deiana. La stessa notte, sempre a Oristano, un altro ordigno esplode non lontano dall’abitazione del senatore Ignazio Manunza.
12 gennaio 2004: parte da Cagliari il pacco bomba destinato a Romano Prodi, all’interno una videocassetta. A Bologna lo apre la moglie dell’attuale premier, allora presidente della Commissione europea.
7 agosto 2004: un candelotto di dinamite da mezzo chilo è depositato in un cassonetto per i rifiuti di Porto Rotondo, dove sono in vacanze assieme Silvio Berlusconi e Tony Blair.
28 marzo 2005: un ordigno esplode sul davanzale di una finestrella della caserma La Marmora, quartier generale della Brigata Sassari. Nella rivendicazione, «I quattro mori sardi» sfidano l’allora ministro Pisanu e “lo Stato di polizia”.
- Umberto Aime