18 ottobre 2006 —
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sezione: Sassari
OZIERI. Sta per arrivare alla conclusione liter sulla riforma degli Enti Territoriali intermedi, come venivano chiamate una volta le Comunità montane, le Unioni dei Comuni o i Comprensori. La giunta regionale infatti ha approvato lo schema di piano per il riordino degli ambiti territoriali ottimali, individuando in Sardegna 35 ambiti che corrispondono in linea generale alle regioni storiche dellIsola.
In tale schema ha tenuto conto delle indicazioni fornite dai singoli comuni. Allinterno degli ambiti ottimali, per lesercizio associato di funzioni comunali e per la valorizzazione dei territori montani la Regione ipotizza che vengano costituite 13 comunità montane e 32 unioni di Comuni. La regione storica del Monte Acuto che comprende i comuni che fanno parte dellattuale comunità montana è stata individuata quale ambito territoriale ottimale a seguito del pronunciamento di tutti i centri del territorio che hanno condiviso la volontà di salvaguardare e mantenere lunità del territorio stesso allinterno del quale dovranno essere avviati quei processi di aggregazione capaci di rilanciare leconomia e di conservare nel contempo quei valori culturali e storici che i nuovi riassetti istituzionali potrebbero disperdere. La deliberazione di giunta regionale individua per questo territorio la ricostituzione di una nuova comunità montana tra i comuni che hanno le caratteristiche di montanità. Essi sono Alà dei Sardi, Berchidda, Buddusò, Nughedu San Nicolò, Oschiri e Pattada, con una popolazione di 17.550 abitanti. Viene prospettata la costituzione di una unione di comuni tra quelli non montani di Ozieri, Ardara, Mores, Ittireddu e Tula con una popolazione di 16.506 abitanti. Dopo che erano state avanzate le ipotesi più disparate riguardo al futuro della comunità montana del Monte Acuto e quindi del territorio che questa comprendeva, finalmente si è arrivati ad un epilogo con la proposta avanzata dalla Regione che viene accolta favorevolmente dai comuni del territorio in quanto essa accoglie i pronunciamenti degli stessi enti locali, che in più di una occasione avevano preso posizione per respingere proposte calate da Cagliari senza il consenso delle popolazioni interessate. Al fine di illustrare e discutere la proposta di riassetto degli enti, il presidente della Regione Renato Soru e lassessore agli enti locali Gian Valerio Sanna hanno convocato per venerdì prossimo ad Arborea tutti i sindaci, i presidenti di Provincia e delle comunità montane della Sardegna. In vista di tale riunione, i sindaci dei comuni montani del Monte Acuto si sono incontrati nei giorni scorsi per analizzare la proposta della Giunta Regionale al fine di portare una posizione univoca allattenzione del capo dellesecutivo regionale in merito alla costituzione della nuova Comunità Montana. Nelloccasione i sindaci hanno ribadito quanto già deciso dai rispettivi consigli comunali sulla necessità di procedere alla ricostituzione di un nuovo ente montano che miri a valorizzare il territorio attraverso soprattutto la gestione degli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale. La nuova Comunità Montana dovrà promuovere le sviluppo economico del territorio in sinergia con lunione dei comuni non montani con i quali dovrà inoltre condividere la promozione e la tutela delle tradizioni e della cultura del Monte Acuto. Particolare importante per il proseguo di attività in corso di realizzazione e per l avvio di nuove è che le comunità montane, a differenza delle unioni di comuni, potranno continuare a contare sui finanziamenti nazionali per le spese di funzionamento che garantiscono la disponibilità di personale e strumenti di gestione per una ottimale amministrazione del nuovo ente. «La comunità montana del Monte Acuto - ha detto il Presidente Maria Antonietta Mazzone - ha svolto in questi anni un importante ruolo di coordinamento dellazione dei comuni, soprattutto nellambito della programmazione negoziata. E intervenuta direttamente nella realizzazione di opere strutturali e infrastrutturali che hanno interessato tutto il territorio». A parere del presidente è unanimemente riconosciuta lazione svolta in campo culturale e di promozione delle emergenze e delle produzioni tipiche ed è punto di riferimento autorevole di tutti gli enti e istituzioni operanti nel territorio. «Tutte queste esperienze, saperi e iniziative portate avanti dallente che fanno ormai parte del nostro patrimonio non possono essere disperse - ha detto la Mazzone - ma devono continuare a esistere attraverso la nuova comunità montana e lunione dei Comuni che si costituiranno e che potranno portare avanti quanto di buono abbiamo già fatto».
Miuccio Farina