18 ottobre 2006 —
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Fatto del Giorno
SASSARI. «E morto un fratello più che un amico. La sua voce ci accompagnerà sempre e ci consolerà della sua assenza». Gigi Camedda e Gino Marielli che con Andrea Parodi hanno formato i Tazenda, ieri erano a Flumini di Quartu, a rendere lestremo saluto alla voce più bella della Sardegna.
Gino Marielli e Gigi Camedda la morte di Andrea Parodi lhanno vissuta in tutti questio ultimi mesi. «Andavamo a trovarlo almeno un paio di volte alla settimana- racconta Gigi- Abbiamo vissuto ora dopo ora la sua agonia».
«Andrea- gli fa eco Gino - è stato davvero una persona singolare nella vita e nella morte. Andrea non amava i piagnistei e questo, in qualche modo ci voleva dallimbarazzo dal momento che oggi possiamo ricordarlo pensando ai momenti più belli della vita che abbiamo trascorso insieme».
Un sodalizio artistico durato 20 anni, dal 1977 al 1997 e cominciata nel 1977 con il gruppo «Sole nero» dei fratelli Poddighe, prima di formare il «Coro degli Angeli» e infine i Tazenda, nel 1987. «Poi le nostre strade artistiche hanno preso direzioni diverse - dice Camedda - Ma il nostro rapporto umano è continuato. Ricordo ancora quando abbiamo conosciuto Andrea. Stavamo provando col Coro degli Angeli a Porto Torres e Andrea era venuto a trovarci. Ci colpì il suo amore per il mare e la sua carica umana, ma fummo subito incantati dalla sua voce».
«E inevitabile che consideri quella di Andrea la mia voce - dice Gino - Le mie canzoni hanno volato grazie a quella voce. E io sono onorato e privilegiato di aver percorso con lui momenti indimenticabili. Quella voce, Andrea, la considerava un dono divino e, soprattutto negli ultimi tempi, il suo amore per il canto aumentava di giorno in giorno. Cantava sempre, quando stava su un palco ma anche nella vita di tutti i giorni».
Il ricordo dei due Tazenda va indietro nel tempo alla fine degli anni Ottanta quando il trio sassarese cominciava a muovere i primi passi nel terreno ibrido che nasce dallincontro della musica etnica col il rock e il pop. Un dominio allora poco battuto e grazie ai Tazenda, nel giro di qualche anno è stato sovraffolato di personaggi ed esperiementi a volte azzardati e non sempre riusciti. Quando i Tazenda proposero la loro formula il successo fu immediato. Incuriosiva luso della lingua sarda, ma colpiva soprattutto il canto angelico e sensuale di Andrea. Al punto che nel 1990 il gruppo, con «Carrasecare», sbaragliò tutti i concorrenti nella trasmissione Rai di Pippo Baudo intitolata «Gran Premio».
A far esplodere il fenomeno Tazenda fu il festival di Sanremo del 1991. Il brano in concorso si chiamava «Spunta la luna dal monte», parole di Gino Marielli e voce di Andrea Parodi. Il gruppo era abbinato a Pierangelo Bertoli che ne dette una bellissima interpretazione. Ma la platea del teatro Ariston si alzò in piedi ad applaudire a lungo lesibizione dei Tazenda. Un successo inatteso che Bertoli, forse, non si aspettava e che suscitò anche una piccola e perdonabile invidia da parte del cantante emiliano, al momento della successiva uscita in scena.
Lanno successivo, 1992, al festival della città dei fiori, il gruppo sardo si presentò da solo con il brano «Pitzinnos in sa gherra». Ormai i Tazenda era una formazione lanciata sulla scena nazionale e Andrea era il volto e la voce del gruppo. Una parabola che si è conclusa nel 1997. «Ma non sul piano umano - dice Gigi Camedda - Tanto che anche recentemente abbiamo potuto cantare ancora insieme ad Andrea». Fino a realizzare un album uscito alla fine del 2005 e intitolato «Reunion».
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Pasquale Porcu