Aritzo, no ai vincoli sul Gennargentu


ARITZO. «No al parco, no ai siti di importanza comunitaria e alle zone di protezione speciale voluti dalla giunta Soru». Ma nessuna proposta alternativa. Questo è il sunto della riunione di sabato sera ad Aritzo, ove il movimento pro territorio e i comitati di base per il no al parco hanno manifestato l'intenzione di dire no a qualsiasi proposta basata sulla legge 394/91, della quale si chiede l'abolizione.
E mentre Regione, Provincia e Comuni proseguono con il loro gioco alle proposte, senza nessun seguito concreto, gli antiparco si mobilitano cavalcando l'onda di polemiche create dalle dichiarazioni del ministro Alfonso Pecoraro Scanio, su una nuova proposta di parco del Gennargentu. La manifestazione aritzese ha visto una grande partecipazione popolare.
Erano presenti i sindaci di Desulo, Gairo, Aritzo, gli amministratori di Talana e i delegati di Baunei, Urzulei, Villagrande, Seulo, Arzana, Orgosolo, Tonara, Fonni, Ovodda e Tiana. Dopo i saluti del sindaco Paolo Fontana e del suo vice Tonino Pili, hanno preso la parola il coordinatore Alessio Pasella e il professor Pasquale Zucca. Il primo ha contestato duramente il ministro Pecoraro Scanio. «Nonostante la manifestazione di Cagliari - ha tuonato Pasella - e i suoi dodicimila no al parco dei vincoli e del colonialismo, abbiamo sentito il ministro dell'ambiente riparlare ancora di parco del Gennargentu. A queste affermazioni, fanno poi da contorno l'assordante silenzio della giunta regionale e del presidente Soru. Questi signori non hanno ancora capito che qualsiasi dialogo sul parco della 394/91 non è possibile. La nostra è una lotta di libertà contro un quadro legislativo di costrizioni che cancella il patrimonio di usi e cultura delle zone interessate». Il professor Zucca si è soffermato invece sui danni arrecati dall'istituzione dei sic e delle zps.
«Cambiano i nomi ma non cambia la sostanza. Le nostre popolazioni saranno sempre asservilite dalla politica dei vincoli e non potranno gestire il territorio». Michele Cabiddu, storico sindacalista del mondo delle campagne si è scagliato contro «le vane promesse fatte dalla Regione che persiste in un atteggiamento impositivo e rifiutando il dialogo». Molti gli interventi polemici. Soprattutto con la proposta del consigliere Deriu, di un referendum regionale sul parco del Gennargentu. «Il territorio è di chi lo vive e da esso ne trae lavoro e non dei pantofolai che nulla sanno di esso». «In questo periodo - ha detto il vice sindaco di Aritzo - Tonino Pili si è assistito a un balletto di ipotesi sul futuro delle nostre terre, sempre con proposte che arrivano dall'esterno. Mai nessuno che pensi di sentire il parere della gente e di coloro che vivono nel Gennargentu. Ma questa linea non passerà».. Nei prossimi giorni il comitato si riunirà a Seulo ove, riunite tutte le anime dei movimenti, saranno elaborati i contenuti del documento programmatico per contestare il decreto ministeriale del 4 agosto. «Ci opporremo con tutte le forze all'atteggiamento di chiusura degli organi istituzionali e se necessario - aggiunge Pasella - marceremo nuovamente su Cagliari per dire al presidente Soru che il Gennargentu e le sue popolazioni dicono chiaramente no a queste ipotesi di sfruttamento che non garantirebbero ai sardi il libero godimento delle loro terre».

Giovanni Melis