07 agosto 2006 —
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sezione:
Spettacolo
CAGLIARI. Le canzoni di Fabrizio De Andrè come espediente per promuovere un concerto che di «Faber» in realtà ha ben poco. Così è stato il live di Morgan sabato alla Vetreria. Lappuntamento era previsto in un primo tempo allAnfiteatro romano, ma la bassa prevendita ha convinto Soul & mare, organizzatrice del concerto, a cambiare location. Attoniti gli organizzatori quanto gli spettatori. Novanta minuti di musica dal vivo ma man mano che il tempo scorreva, la speranza di ascoltare le canzoni previste nello spettacolo «Non al denaro, non allamore nè al cielo», andava affievolendosi. Uno show diviso in due atti, in cui la prima parte di 60 minuti è stata dedicata alle composizioni del cantante milanese come «Aria», «Crash», la cover di Roger Waters «If» e «Altrove». Dopo una pausa estenuante di oltre venti minuti, della restante mezzora solo tre canzoni sulle nove previste sono andate in scena (le altre, cancellate dalla scaletta) «Un matto», «Un giudice» e «Un ottico». Una beffa per le oltre mille persone presenti, entusiaste per i quindici minuti dedicati a De Andrè. Entusiasmo che ha spinto Morgan e compagni a rimanere sul palco. Altri cinque brani, fuori programma, apparentemente senza filo logico. Cinque cover della musica dautore italiana (Endrigo, Adamo, Martino, Bindi) ed internazionale con una canzone di Bowie. Nessuno da spiegazioni, Soul & mare protesta, si dissocia e minaccia le vie legali. «Questo - ha dichiarato Roby Massa, organizzatore dellevento - non è lo spettacolo che avevamo richiesto. Gli accordi prevedevano lesecuzione dellintero album «Non allamore non al denaro nè al cielo». Morgan, dopo gli autografi di routine, viene blindato nel camerino, off limits per gli addetti stampa che, alla richiesta di chiarimenti, vengono aggrediti verbalmente dallentourage dellartista. Un concerto riuscito, se lo scopo era quello di evitare troppi posti a sedere vuoti. Quando il nome dellartista non basta più a richiamare un numeroso pubblico è triste vedere come la memoria del grande De Andrè possa servire a colmare i buchi lasciati dai fans persi lungo la strada.
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Andrea Musio