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Storia di Jimmy, dalla Collina a Locarno


 CAGLIARI. Enrico Pau presenterà il suo nuovo film, «Jimmy della collina», al Festival internazionale di Locarno. Assieme a «Mare nero» di Roberta Torre, l’opera seconda del regista cagliaritano, prodotta da Guido Servino, rappresenterà l’Italia all’importante rassegna svizzera che, negli ultimi anni, si è imposta come quarta tappa dell’itinerario festivaliero europeo, dopo Venezia, Cannes e Berlino. Il film, scritto dallo stesso regista assieme alla sceneggiatrice Antonella Iaccarino, anch’essa cagliaritana e vincitrice di un’edizione del Premio Solinas, è ispirato all’omonimo romanzo di Massimo Carlotto.
 Racconta l’itinerario di «perdizione» di un giovane diciassettenne, appunto Jimmy, che rifiuta un lavoro sicuro e decide d’imbarcarsi in una serie di rapine a mano armata. Ma la sua carriera criminale s’interrompe quasi subito. Arrestato e condannato, passa alcuni mesi in carcere, ma finisce per essere accolto da una comunità di recupero, «La collina». Il suo «ribellismo» quasi selvaggio, però, gli farà rifiutare anche questa opportunità di ricominciare una vita normale. Jimmy riprenderà a fuggire.
 Il romanzo di Carlotto è ambientato in Veneto, terra natale dello scrittore e principale spazio geografico e umano di quasi tutti i suoi romanzi. Pau (nella foto accanto), sia per ragioni produttive e finanziarie, sia per non venire meno ad una sorta di vocazione «realista», ha scelto invece la Sardegna e in particolare i dintorni di Cagliari, tra le ciminiere di Sarroch - che sostituisce efficacemente la vocazione industriale del Veneto - i pescatori di Santa Giusta, il carcere minorile di Quartucciu e la comunità di recupero fondata da don Cannavera.
 Sostanzialmente modificata è anche la struttura narrativa del racconto letterario, abbastanza asciutto ed essenziale. Nel film, invece, la vicenda di Jimmy alterna efficaci «scorci» realistici - la famiglia, l’ambiente di piccoli e grandi malviventi, il carcere, la comunità - ad un sostanziale onirismo retrospettivo o puramente fantastico. Quest’ultimo aspetto, assieme alla frammentazione narrativa del racconto filmico, mette in luce proprio l’insoddisfazione del protagonista, o anche il sogno di una vita diversa - evocata appunto in alternativa ai consigli e all’assistenza degli operatori del carcere e poi della comunità - lontana dalla faticosa quotidianità a cui l’avrebbe destinato irreversibilmente il lavoro nella grande fabbrica di Sarroch.
 Diagramma del malessere giovanile contemporaneo - e di un paesaggio umano e geografico bello e triste, che già dominava efficacemente il film d’esordio di Pau, «Pesi leggeri» - «Jimmy della Collina» è interpretato dai giovani attori Nicola Adamo (nella foto all’estrema destra) e Valentina Carneluti, affiancati da caratteristi provenienti da compagnie teatrali locali (Sergio Piano, Francesco Origo, Tonino Murru, Giovanni Carroni, Massimiliano Medda) che hanno già avuto esperienze cinematografiche.
 Il film sarà proiettato il 4 agosto nella suggestiva cornice di Piazza Grande a Locarno.
- Gianni Olla

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