Torregrande sogna un'estate da big ma si scontra coi problemi di sempre


ORISTANO.Arriva luglio e puntualmente a Torregrande c'è chi apre il libro dei desideri. In cima al quale c'è il sogno di vedere la borgata trasformata in un pezzo di Caraibi. Paradiso per turisti, in vena di svagarsi e magari, spendere. Un occhiata sul lungomare Eleonora e i sogni si infrangono. Di turisti se ne vedono davvero pochi. La spiaggia è affollata, si, ma da ragazzi e pendolari del mare. Che si accontentano anche di pochissimi servizi. Non fanno storie se l'unica toilette pubblica è sistematicamente fuori uso o le docce sono state attivate soltanto adesso. O la pulizia delle strade lascia a desiderare e parcheggiare diventa un'impresa. E se nei locali all'aperto si può far musica al massimo fino a mezzanotte e mezza, un'ora in più nei fine settimana.
In fondo sono vacanzieri mordi e fuggi, che stanno appena poche ore a Torregrande. Dal Comune promettono grandi novità. Ci sarà un riordino del mercatino, una delle poche attrazioni della borgata: domani mattina, alle 9.30, l'assessore al Commercio Paolo Vidili incontrerà gli assegnatari dei posteggi. Lo scopo è quello di evitare fenomeni di abusivismo, causa di forti polemiche nelle passate stagioni. Nel frattempo anche gli operatori della borgata si sono messi assieme per dar vita a strategie cattura-vacanzieri affinchè l'estate 2006 segni davvero la svolta. Parte da una rassegna di spettacoli e intrattenimenti, l'operazione scaccia crisi della spiaggia di Oristano. Durerà fino a settembre con iniziative anche al mattino. L'accordo è stato raggiunto l'altra sera nel corso di una assemblea.
È stata accolta la proposta dell'assessore al Turismo Mariano Carta. Ma soltanto la metà degli operatori ha aderito: «Un peccato», dice Caterina Delogu, titolare di un bar sul lungomare, «Non tutti hanno compreso che questa iniziativa darà risultati per tutta la borgata. Questa non è certo l'America e per tirare avanti dobbiamo rimboccarci le maniche. Altrimenti i turisti, vanno altrove. Ed è un lusso che non possiamo permetterci».
Anche i chioschisti sono d'accordo: «È una buona iniziativa, un punto di partenza per creare quel Consorzio che potrebbe davvero far rinascere la borgata», dice Rita Simbula.
Fra chi non ha aderito all'iniziativa c'è Piero Orgiu, gestore di un negozio di souvenir: «È il primo anno che lavoro qua e francamente, non me la sono sentito di investire una cifra cosi alta per iniziative che alla fine, rischiano di non aver alcun effetto sulla mia attività», dice, «Questo posto è pieno di contraddizioni. Con il Comune che ha impiegato due mesi ad evadere una domanda per poter mettere per strada due stand, poi però propongono di autoquotarci per spettacoli cattura-turisti. In realtà non si fa nulla per trattenere davvero i vacanzieri. Non c'è un albergo o un b&b. E quando mi chiedono dove poter dormire, sono anche imbarazzato a spiegare che qui abbiamo solo case in affitto e campeggi».

Michela Cuccu