D'Alema: si rischia la tragedia


NEW YORK.Moderazione e responsabilità. È questo il messaggio venuto ieri dal governo americano sulla crisi israelo-palestinese, precipitata a seguito dell'offensiva israeliana nella striscia di Gaza e in Cisgiordania. «È estremamente importante che ogni parte agisca in modo responsabile per preservare la possibilità di arrivare alla pace», ha detto il segretario di stato Usa, signora Condoleezza Rice, nel corso di una riunione ministeriale a Mosca in preparazione per il G8 del mese prossimo. «Questa crisi dimostra la necessità che tutte le parti e tutte le fazioni palestinesi si impegnino per mettere fine alle attività terroristiche», ha proseguito il capo della diplomazia Usa criticando i palestinesi ma allo stesso tempo chiedendo a Israele di dar prova di moderazione.
Alla posizione della Rice si è associato Massimo D'Alema che, anche lui da Mosca, ha espresso preoccupazione che la situazione medio-orientale possa scappare di mano. «Siamo molto preoccupati del rischio di un aggravamento drammatico della situazione», ha ammesso il capo della Farnesina ribadendo una ferma posizione di condanna nei confronti del terrorismo ma anche insistendo perché da parte palestinese si accolga l'appello affinché venga liberato il soldato israelo-francese Ghilad Shalit. «D'altra parte c'è la preoccupazione di un'azione militare che finisca per colpire in modo indiscriminato la popolazione di Gaza», ha precisato il vice-premier, «privandola dei servizi essenziali e aggravandone la sofferenza».
D'Alema ha riecheggiato poi la posizione della Rice facendo riferimento alla necessità di moderazione da parte del governo di Israele e ricordando che l'appello non viene solamente dagli Stati Uniti bensi da tutta la comunità internazionale.
Anche Papa Benedetto XVI si è unito al coro di coloro che chiedono la liberazione del soldato ma allo stesso tempo lanciano un appello a Israele a non perdere la pazienza e reagire in modo avventato. «Seguo con apprensione quanto avviene in Terra Santa e prego perché ogni persona rapita sia prontamente restituita ai suoi cari», ha detto il pontefice parlando anche lui di «responsabilità» sia per i palestinesi che per gli israeliani invitandoli a ricercare «quel regolamento negoziato del conflitto che solo può assicurare la pace a cui aspirano i loro popoli».
Di preoccupazione per l'aggravarsi delle tensioni ha parlato anche la Lega Araba che ha chiesto la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza. È stato il vicesegretario generale Ahmed Ben Helli a chiedere la riunione in sede Onu, al termine di un incontro dei rappresentanti permanenti dei 22 paesi della Lega Araba.
Quest'ultima naturalmente ha condannato Israele parlando di «flagrante aggressione» e ha avuto parole dure anche per quella che ha definito «la violazione dello spazio aereo siriano da parte di aerei israeliani».
Grande allarme è venuto anche dal commissario europeo agli aiuti umanitari e allo sviluppo che vede il rischio di una crisi umanitaria. Secondo Louis Michel la mancanza di elettricità mette a rischio circa 600mila persone che potrebbero trovarsi senza acqua per il mancato funzionamento di pompe elettriche.

Andrea Visconti