«Una Costa tutta da pedalare»


SASSARI. Campione del mondo, recordman dell'ora, vincitore, per citare solo alcuni exploit, di un Giro e tre Parigi-Roubaix. Francesco Moser incarna il ciclismo. Oggi alle attività di imprenditore, il 55enne trentino aggiunge l'impegno nel consiglio dei corridori professionisti dell'Uci (Unione ciclistica internazionale).
Giovedi Moser sarà a Sassari, nell'aula magna dell'università, alle 17,30, con lo psiconeurofarmacologo e consigliere regionale Gianluigi Gessa, per il convegno 'Sport uguale salute - Gli eccessi del doping", previsto negli 'Incontri con lo sport 2006' organizzati dal Banco di Sardegna con l'Uisp e moderati dal giornalista Francesco Pinna.
Come preludio, lo 'sceriffo" (cosi veniva soprannominato in gruppo) offre alcune considerazioni sul ciclismo attuale e sul suo frequente rapporto con la Sardegna.
«Il panorama non è malaccio, anzi - valuta Moser con la solita schiettezza -, Ivan Basso non è da discutere. Dopo la sua affermazione al Giro è possibile il bis al Tour. Penso che il suo rivale più temibile sarà Ullrich. Se mi si chiede cosa penso del Pro Tour, il calendario delle principali corse e l'elenco delle squadre di prima fascia stilato dalla Uci, messo in discussione dagli organizzatori delle grandi corse a tappe, dico che una riforma di un ciclismo un po' confuso va fatta. Naturalmente tutto è perfettibile e deve essere verificato in corso d'opera. Ma gli organizzatori devono pensare soprattutto a organizzare bene. A mio parere non possono invece pretendere di indicare i programmi e le squadre partecipanti. A ciascuno il suo ruolo e le sue responsabilità. Per quanto riguarda il nuovo corso della Federciclo, con Di Rocco presidente, credo che ci si stia indirizzando nel risolvere problemi dei 10 anni precedenti di gestione, con la crisi della pista o una difficoltà di rapporto con le realtà locali. Sono cose che non si risolvono in poco tempo».
Nel 2007 il Giro d'Italia partirà dalla Sardegna. Come vede l'Isola Moser? «Ho avuto modo, anche di recente, di fermarmi in Sardegna - risponde-. I percorsi sono davvero ideali per il ciclismo, non solo per gli agonisti. Mancano però le piste ciclabili che nella mia regione, il Trentino, sono invece diffusissime. Girando in Costa Smeralda mi sono fatto l'idea che si potrebbe ricavare un bellissimo percorso ciclabile di una cinquantina di chilometri».
Giovedi a Sassari con lei si discuterà in particolare di doping.
«Argomento complesso, soprattutto quando si entra nei dettagli e nelle differenti situazioni. Si cerca di combatterlo con severità ma ci si accorge che le frontiere del doping sono sempre più sofisticate. Anche in questo caso, occorrerebbe la collaborazione di tutte le parti interessate - conclude Francesco Moser- E questo non è facile. La ricetta per cercare di sconfiggere il doping dovrebbe essere composta da due ingredienti: buona volontà e onestà».

Marco Deligia